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mercoledì 28 gennaio 2009
lunedì 10 dicembre 2007
lettera ad un borgo malato
sopra una poltrona non mia. con un computer non mio. in una casa non mia. in una stanza in assoluto silenzio, se non fosse per quel suo leggero respiro mentre dorme.
ti scrivo per cercare di capire che succede.
scrivo a te, antico borgo orgoglioso di cio' che contieni. ti sento sempre piu' malato. sempre meno caldo e pronto ad abbracciare genti nei tuoi unici ritratti.
mi sfoghero'.
sfogarmi?...consumare parole e parole... tasti e tasti di tastiera per parlare, per criticare, per scambiarsi, per migliorare... sfogarsi per migliorare. la prenderei cosi'.
a chilometri e chilometri di disatanza da te ameno paesino... quello che posso dire e' che quello che piu' mi da pena e' la superficialita', lo spettacolo, l'apparenza, l'apparire, l'ostentare, la mancata sincerita', il non rispetto.... che vedo pian piano aumentare fra le tue strandine ...atteggiamenti volgari, irrispettosi, egoistici ed egocentrici....generati da un poco scambio culturale e dal bombardamento consumista contemporaneo. (il maggior nemico direi)
....e tutto questo prende vita e forma all'interno del tuo piccolo contesto, piccolo paesino, piccolo scambio di vite e di flussi.. quasi insignificante penseremo... ma che nascondi origini lontane, storie e leggende affascinanti....ricche di tradizioni, che rischiano di perdersi. questo bisogna apprezzare.... perche' l'ignoranza, ossia la non conoscenza delle cose, non significa mancaza di cultura, non significa mancaza di saggezza.... anzi.... immaginate un contadino, un artigiano di un tempo....la sua dedizione al lavoro, la sua umilta'....il suo RISPETTO per quel poco che aveva e per tutto cio' che lo circondava. poesia. arte. pensatela come volete. queste persone non rischiavano l'inquinamento cerebrale di cui siamo adesso in continuazione attanagliati, non rischiavano di essere un numero in una statistica,non rischiavano di essere manipolati dal marciume dei media. E' cio' di cui dobbiamo preoccuparci ora. all'interno di questi paesini dove un tempo si, si nascondeva l'ignoranza...ma era l'ignoranza buona, una ignoranza intelligiente e rispettosa. adesso questi luoghi, stanno diventando il ricettacolo del "non riflettere", stanno diventando luoghi delle due parole piu' in voga del momento :"lavorare-consumare", e la loro identita' sociologico-urbana ricca di storia e tradizioni rischia di trasformarsi in una semplice cartolina senza piu' un'anima.la gente che vi vive piu' stabilmente rischia di scivolare incosciamente in un ritmo, in una routine priva di reali interessi e stimoli che facciano pensare con la propria testa e ti facciano avere una presa di coscienza.
crediamo in dio ed andiamo a messa, e siamo a posto con la coscienza. ma dio non ha creato tutto e tutti???.....se riuscissimoa vedere dio,buddha,zeus,allah...chiamatelo un po' come volete, in tutto cio' che ci circona, nella gente diversa, negli alberi, nei sorrisi, nei piccoli gesti, in quell'erbetta che anto ci piace, anche nelle birre che ci scoliamo fatte con il luppolo di dio....be', se riuscissimio a vedere questo dio che tutti cercano e che io tradurrei con AMORE.... allora si si vivrebbe meglio, soprattutto in questi paesini dove ci si conosce tutti...ma purtroppo e' difficile, nessuno ci riesce...o forse solo poco conveniente.
si dovrebbe partire da una rivoluzione culutrale. rabbrividisco e divento triste; rabbrividisco e divento triste perche' appartengo a tutto questo, appartengo a quei vicoli, appartengo alla gente, appartengo all'aria di campagna, appartengo alle feste del paese, mi hanno visto e fatto crescere e non posso non amarle. anzi. il fatto di criticare ed incazzarsi non e' altro che uno sfogo d'amore.
e quello che piu' mi fa male e' pensare di vedere questi splendidi ritratti di storia, sbiadirsi di fronte alla materialita' di oggi di fronte a quella intelligenza fatta solo con la mente, senza tener conto del cuore, di fronte alla pubblica ottusita', di fronte alla "ignoranza colta".
forse nn posso permettermi di dire queste cose per il fatto che spesso scappo dal mio paese, che spesso preferisco non mettere le mani in pasta per paura di sporcarmi. ma sicuramente non e' un comportamento corretto, sicuramente individualista e da un certo punto di vista conveniente. ma non e' facile. non e' facile cambiare la gente. cercare di farla riflettere. sopratutto se non vuole e non e' interessata.
soffro.
vi racconto questa:
nell'antica grecia il passo dall'adolescenza all'eta' matura veniva effettuata con un viaggio.
i ragazzini di una certa eta' affidati ad un saggio maestro, iniziaano un viaggio di alcuni mesi: altre citta' , altri paesi, altri luoghi, altri spazi, altre esperienze, altra gente, altre tradizioni, altri modi di pensare. dopodiche' i ragazzini veniano riaccompagnati al proprio paese. adesso erano in grado di scegliere della loro vita. di scegliere cosa fare e dove andare. un modo magnifico per aprire gli occhi, per quardarsi dentro e conoscersi meglio. un modo che puo' mandarti un po' in confusione ma che sicuramente lascia che sia tu stesso e il tuo pensiero a farti vivere quello che sei.
ecco il mio sfogo.
uno sfogo contro la banalita' e la superficialita', uno sfogo contro il mondo di oggi, e contro il pensiero che la societa' vuole imporci. contro il modello di vita (consumo-ricchezza) che ci lascia sempre piu' privi di sentimenti, di ricordi, di folklorismo, di umanita', di rispetto per la natura, che ci lascia sempre piu' pieni di cose fuori e sempre piu' vuoti dentro.
caro borgo di provincia non non e' tua la colpa. la colpa e' sempre dell'uomo. sempre.
a presto.
marco.
morrovallesi
ti scrivo per cercare di capire che succede.
scrivo a te, antico borgo orgoglioso di cio' che contieni. ti sento sempre piu' malato. sempre meno caldo e pronto ad abbracciare genti nei tuoi unici ritratti.
mi sfoghero'.
sfogarmi?...consumare parole e parole... tasti e tasti di tastiera per parlare, per criticare, per scambiarsi, per migliorare... sfogarsi per migliorare. la prenderei cosi'.
a chilometri e chilometri di disatanza da te ameno paesino... quello che posso dire e' che quello che piu' mi da pena e' la superficialita', lo spettacolo, l'apparenza, l'apparire, l'ostentare, la mancata sincerita', il non rispetto.... che vedo pian piano aumentare fra le tue strandine ...atteggiamenti volgari, irrispettosi, egoistici ed egocentrici....generati da un poco scambio culturale e dal bombardamento consumista contemporaneo. (il maggior nemico direi)
....e tutto questo prende vita e forma all'interno del tuo piccolo contesto, piccolo paesino, piccolo scambio di vite e di flussi.. quasi insignificante penseremo... ma che nascondi origini lontane, storie e leggende affascinanti....ricche di tradizioni, che rischiano di perdersi. questo bisogna apprezzare.... perche' l'ignoranza, ossia la non conoscenza delle cose, non significa mancaza di cultura, non significa mancaza di saggezza.... anzi.... immaginate un contadino, un artigiano di un tempo....la sua dedizione al lavoro, la sua umilta'....il suo RISPETTO per quel poco che aveva e per tutto cio' che lo circondava. poesia. arte. pensatela come volete. queste persone non rischiavano l'inquinamento cerebrale di cui siamo adesso in continuazione attanagliati, non rischiavano di essere un numero in una statistica,non rischiavano di essere manipolati dal marciume dei media. E' cio' di cui dobbiamo preoccuparci ora. all'interno di questi paesini dove un tempo si, si nascondeva l'ignoranza...ma era l'ignoranza buona, una ignoranza intelligiente e rispettosa. adesso questi luoghi, stanno diventando il ricettacolo del "non riflettere", stanno diventando luoghi delle due parole piu' in voga del momento :"lavorare-consumare", e la loro identita' sociologico-urbana ricca di storia e tradizioni rischia di trasformarsi in una semplice cartolina senza piu' un'anima.la gente che vi vive piu' stabilmente rischia di scivolare incosciamente in un ritmo, in una routine priva di reali interessi e stimoli che facciano pensare con la propria testa e ti facciano avere una presa di coscienza.
crediamo in dio ed andiamo a messa, e siamo a posto con la coscienza. ma dio non ha creato tutto e tutti???.....se riuscissimoa vedere dio,buddha,zeus,allah...chiamatelo un po' come volete, in tutto cio' che ci circona, nella gente diversa, negli alberi, nei sorrisi, nei piccoli gesti, in quell'erbetta che anto ci piace, anche nelle birre che ci scoliamo fatte con il luppolo di dio....be', se riuscissimio a vedere questo dio che tutti cercano e che io tradurrei con AMORE.... allora si si vivrebbe meglio, soprattutto in questi paesini dove ci si conosce tutti...ma purtroppo e' difficile, nessuno ci riesce...o forse solo poco conveniente.
si dovrebbe partire da una rivoluzione culutrale. rabbrividisco e divento triste; rabbrividisco e divento triste perche' appartengo a tutto questo, appartengo a quei vicoli, appartengo alla gente, appartengo all'aria di campagna, appartengo alle feste del paese, mi hanno visto e fatto crescere e non posso non amarle. anzi. il fatto di criticare ed incazzarsi non e' altro che uno sfogo d'amore.
e quello che piu' mi fa male e' pensare di vedere questi splendidi ritratti di storia, sbiadirsi di fronte alla materialita' di oggi di fronte a quella intelligenza fatta solo con la mente, senza tener conto del cuore, di fronte alla pubblica ottusita', di fronte alla "ignoranza colta".
forse nn posso permettermi di dire queste cose per il fatto che spesso scappo dal mio paese, che spesso preferisco non mettere le mani in pasta per paura di sporcarmi. ma sicuramente non e' un comportamento corretto, sicuramente individualista e da un certo punto di vista conveniente. ma non e' facile. non e' facile cambiare la gente. cercare di farla riflettere. sopratutto se non vuole e non e' interessata.
soffro.
vi racconto questa:
nell'antica grecia il passo dall'adolescenza all'eta' matura veniva effettuata con un viaggio.
i ragazzini di una certa eta' affidati ad un saggio maestro, iniziaano un viaggio di alcuni mesi: altre citta' , altri paesi, altri luoghi, altri spazi, altre esperienze, altra gente, altre tradizioni, altri modi di pensare. dopodiche' i ragazzini veniano riaccompagnati al proprio paese. adesso erano in grado di scegliere della loro vita. di scegliere cosa fare e dove andare. un modo magnifico per aprire gli occhi, per quardarsi dentro e conoscersi meglio. un modo che puo' mandarti un po' in confusione ma che sicuramente lascia che sia tu stesso e il tuo pensiero a farti vivere quello che sei.
ecco il mio sfogo.
uno sfogo contro la banalita' e la superficialita', uno sfogo contro il mondo di oggi, e contro il pensiero che la societa' vuole imporci. contro il modello di vita (consumo-ricchezza) che ci lascia sempre piu' privi di sentimenti, di ricordi, di folklorismo, di umanita', di rispetto per la natura, che ci lascia sempre piu' pieni di cose fuori e sempre piu' vuoti dentro.
caro borgo di provincia non non e' tua la colpa. la colpa e' sempre dell'uomo. sempre.
a presto.
marco.
morrovallesi
lunedì 3 settembre 2007
...piccoli pensieri di ritorno...
sono riatterrato in italia amici miei, dopo un mese in africa. ....sono riatterrato nel primo mondo dove c'è la "tecnologia, pret-à-porter, democrazia"... dove praticamente abbiamo tutto-troppo- si vive di vizio- di effimero-di consumo-di superfluo; siamo tristi-insoddisfatti-depressi-ci suicidiamo-l'apparire si è ormai sotituito all'essere.
...sono stato nel terzo mondo dove c'è "caldo e umidità, incertezza sui
confini e molta povertà" dove praticamente non c'è un cazzo-c'è poco o nulla-si vive a stento-di sussistenza-di
miseria-di cose semplici-dove l'acqua
miseria-di cose semplici-dove l'acqua è preziosa com l'oro; chi ci vive spesso ride-sorride anche se capisce la propria condizione-la gente è fiera- l'essere è tutto.
c'è da imparare.
c'è da imparare da quelle faccette nere e puzzolenti di quei bambini che ridono (e tu ti chiedi ma cosa c'hanno da ridere questi qua che non hanno un cazzo), sono felici se gli regali un sorriso, una smorfia, e ti riempiono di gioia-sono attenti- ti ammirano - ti abbracciamo - ti toccano - ti scrutano- ti punzecchiano - ti si appiccicano ---- sono bambini.
c'è da imparare donando una carezza...ti si apre il cuore, ti commuovi e non capisci..o meglio inizi a capire....

c'è da imparare dal 2007 in cui si fanno i week-end sulla luna e si vede anche un bimbo che muore perchè l'acqua non c'è...ma loro ridono,ridono, ridono...
c'è da imparare da quella terra rossa che sente piedi scalzi calpestarsi ogni giorno....le scarpe sono un lusso...
c'è da imparare da quei canti pieni di gioia.
c'è da imparare dalla morte stampata in viso dei bambini malati di aids... allora ti chiedi dove cazzo stà dio...(magari se c'è, stà proprio in quelle facce...).
c'è da imparare dal non avere un cazzo ed essere pervasi dalla gioia.
c'è da imparare da quei discorsi sotto un cielo che non riesco neppure a descriverlo...
non faccio il moralista. cerco di descrivevi un esperienza.
in effetti è vero....non riesco a descrivervi nulla in realtà o magari molto poco...non bastano le parole, le foto o le immagini in TV...è impossibile trasmettere le stesse emozioni...mi dispiace..non ce la faccio.
non finirei più di tentare di descrivere stati d'animo e comunque non bastrebbero...quindi vi lascio, mi lascio questi pochipensieri buttati là in fretta e senza starci troppo a pensare...ci si porta dietro un pezzo d'africa..lasciato dai bambini, dai canti degli animatori, dai buchi delle strade e dalla polvere rossa...ci si porta dietro un minuscolo pezzo di un grande progetto...una sfumatura quasi impercettibile a prima vista ma che rende il quadro degno della firma che porta l'artista.
La vita.
"....-perchè nessun sogno puo' esprimere l'atmosfera del sogno, quel misto di assurdità, sorpresa e smarrimento in un tremito di rivolta disperata, quella sensazione di esser prigioniero dell'incredibile che è la vera essenza del sogno...
-rimase in silenzio pe un po'-.
-no, è impossibile; è impossibile comunicare la viva sensazione di una data epoca della propria esistenza-cio' che ne costituisce la realtà,il significato vero-la sottile e penetrante essenza
E' impossibile.viviamo come sognamo.soli."
E' impossibile.viviamo come sognamo.soli."
Conrad, "Cuore di tenebra".
"i want this guy to come to dance with me like this, like this, like this, like so."
questo è il sito che riguarda korogocho, uno slum di nairobi dove sono stato un giorno http://www.korogocho.org/index.php
venerdì 4 maggio 2007
di chi è la testa?
ciao ragazzi....ogni tanto mi faccio vivo.. e voi mi raccomando non mi abbandonate...in questo momento sono un po' incasinato e quindi non trovo il tempo di mettermi qui a scrivere qualche cazzata...
mi piacerebbe dirvi tante cose...e per dirvele e metterle giù bisogna un po' pensare..ecco..mi piacerebbe aver tempo per pensare...scrivere qualcosa..sarebbe bello essere pagati per scrivere quello che si pensa no?..che ficata!...
è importante pensare...ma con la propria testa..e spesso la nostra testa non è proprio la nostra...voi mi direte: "come no?"...la nostra testa diventa la testa di qualcun'altro..e ci si casca...ci si casca mooolto facilmente..
La nostra testa diventa la testa subordinata al sistema, la nostra libertà si limita incosciamente, non esiste la nostra libertà o meglio ci sembra di averla ma in realtà ci comportiamo come qualcune ha già programmato.
Con i soldi ci compriamo cose di cui spesso non abbiamo assulatamente bisogno..(quando magari potremo farci altre cose molto più interessanti magari)..e sapete perchè? perchè qualcuno stà giocando con i nostri desideri...stà governando il nostro modo di essere...
La cultura del consumo gente si impone...stà formando la società metropolitana contemporanea....vai che ficata!! costituisce diciamo il laboratorio dove si formano i modi di essere, attitudini, capacità, governa il territorio..tutto è regolato dal mercato e dal consumo.
Non esite più la politica lo sapete ormai....è il mercato, il consumo che la gestisce...
ma perchè le persone vogliono sempre sapere cosa accadrà?perchè si fanno sommergere dal futuro?cosa le proietta fuori dal presente?la paura della morte?l'ansia per i figli?un desiderio di ordine? Una volta erano la fede e la politica che spingevano al grande salto; ma adesso che fede e politica non sono più di moda chi e cosa inducono i pensieri a volare fra le nuvole?? "Forse perché nel futuro saremo tutti alti e felici"
...bene dopo di cio'..come mi disse una persona.."un mattino, ci si sveglia.E' il momento di ritirarsi dal mondo, per meglio sbalordirsene. Un mattino, si prende il tempo per guardarsi vivere"...e forse è anche un po' questo quello che ci manca....ed io ora vado a ritirarmi...
basta...la prossima volta scrivo qualcosa di allegro...promesso!!
e per chi si preoccupasse per me...voglio dirvi che non è con tristezza che scrivo, è una semplice constatazione (certo c'è un po' di rammarico..per tutti noi..).
per concludere in bellezza riporto le parole di Tyler Durden, il protagonista del romanzo Fight Club di Chuck Palahniuk: "le persone che stai cercando di calpestare, sono quelle persone da cui dipendi tu. Noi siamo le persone che laviamo i tuo vestiti e cuciniamo i tuoi pasti e te li serviamo a tavola. Noi ti facciamo il letto. Noi ti proteggiamo mentre dormi. Noi guidiamo le ambulanze. Noi smistiamo le tue telefonate. Noi siamo cuochi e tassiti e sappiamo tutto di te. Noi esaminiamo le tue richieste di indennizzo alle compagnie di assicurazione e gli addebiti della tua carta di credito. Noi controlliamo ogni spicchio della tua vita. Noi siamo i figli di mezzo della storia, cresciuti dalla televisione a credere che un giorno saremo milionari e divi del cinema e rockstar, ma non andrà così. E stiamo or ora cominciando a capire questo fatto. Perciò fa poco lo stronzo con noi."
commentate...commentate...a presto!!!
riferimenti: Massimo Ilardi, Nei te.rritori del consumo totale
domenica 4 febbraio 2007
lo spettacolo eterno
go!
ci è scappato il morto, un'altra volta, per una fottuta partita di calcio...non si finirebbe più di scrivere di tutta questa merda, milioni di polemiche potrei fare, milioni di insulti potri lanciare... ma non è questo che voglio fare...me ne sto' qui ad ascoltare, a vedere quello che succede, non vi parlo solo del calcio non è solo lì lo spettacolo gente, è un po' dappertutto, è nei volti dei bambini africani, lo spettacolo è guardando una città massacrata da speculazioni edilizie, è offendendo e umiliando chi magari non la pensa come te, lo spettacolo è dove qualcuno ti impedisce di fare qualcosa che altri invece fanno, lo spettacolo è il controllo di qualcuno su di noi, lo spettacolo è la tv urlata...
lo spettacolo è ovunque... ne siamo saturi...ne siamo ipersensibilizzati, non ce ne rendiamo neppure più conto...che bravi attori, che bello questo spettacolo e vediamocelo questo spettacolo, vediamocela tutta questa bella violenza!
e si perchè diciamoci la verità a noi la violenza ci piace...ci eccita...
noi siamo i padroni della terra..uau! ci piace fare le guerre, far esplodere le bombe..buuuuum...ah che bello!!, il sangue che dà un po' di colore....le teste che esplodono...i mezzi che si schiantano...sembra di vedere un film strafico, pieno di effetti speciali!!
del resto sin dal principio, dalla storia di adamo ed eva, del peccato originale c'è sempre stata tra l'uomo ed il male una certa sintonia....
che bella la violenza!! ci piace!! a chi piace la pena di morte, a chi ama uscire il sabato sera per picchiare le persone, a chi vuole un regime guidato da gente pazza e malata di mente...
tranquilli ragazzi, non abbiate timore lo spettacolo durerà ancora a lungo....io metto le cuffie a palla ed inizio ad andare avanti ed indietro con la testa...violentando il mio cervello...perchè anche quella è violenza...più o meno la stessa, o no?...
siamo impotenti difronte a tutto cio'....sono impotente, siamo peggio degli animali, siamo ignoranti.
il problema è a monte.
per riuscire, per evolversi, per rispettarsi, ci vuole cultura e coraggio, cultura di PACE e coraggio di GUERRA e per cultura non intendo andare a scuola sia ben chiaro...intendo il rispetto degli altri, intendo il viver civile.
sono incazzato....ma con chi me la prendo....io resterò a guardare il grande spettacolo...
ed un giorno forse, quando un brevetto di una medicina non varrà più della vita di un bimbo, quando i diamanti non provocheranno le guerre che stanno avvenendo, quando molti paesi poveri sfruttati non dovranno produrre i nostri simboli di libertà, un giorno quando ognuno finalmente potrà liberamente dar sfogo alle proprie passioni, alle proprie idee nel rispetto dei diritti e della dignità degli altri, quando arriverà questo giorno allora forse...lo spettacolo finirà... ma forse è solo un utopia...
"...la vita non è facile è dura, ed è importante che impariate a diventare forti per poterla affrontare, o badate io non vi spingo a diventare dei duri ma dei forti!!...." dal film: Gli anni in tasca, François Truffaut.
....il sonno della ragione genera mostri....
commentate, ate, ate, ate........
giovedì 28 dicembre 2006
dormelacittà

a quest'ora si dorme, non si resta svegli a cercar di scrivere qualcosa di interessante e magari anche qualcosa di impegnato... macchè... è ora di abbandonarsi al soffice e caldo tepore delle coperte...e pensare...pensare prima di addormentarsi...
che bello addormentarsi e pensare che dobbiamo solo addormentarci...
pensare che l'anno è quasi finito...
pensare se siamo stati cojoni o meno durante la giornata...
pensare a quello che abbiamo combinato,a quello che è accaduto in giro, nel mondo:
- a saddam che "muore come un martire" e le centinaia di persone che si offrono per ucciderlo.
-al raffreddore che ci perseguita.
-a l'emergenza in somalia.
-alle cosa da fare il giorno seguente.
-al governo francese che annuncia nuove misure in favore dei senza tetto...
-ai problemi di risparmio energetico,il globo che si riscalda, i ghiacciai che si scioglieranno...noi che ci scioglieremo...e passeremo dall stato solido a quello liquido e ci mescoleremo a tutto il resto che resta del pianeta e diventeremo una sorta di biomassa liquida pronta a raffreddarsi qalche miliardo di anno più tardi...e far nascere chissà che cosa....
ùùùùùùùùù.. come viaggia il nostro cervello...bisognerebbe riuscire a sgomberare la mente...bisognerebbe imparare a meditare...
a proposito di francia il 28 dicembre del 1931 nasce a Parigi Guy Debord....scrittore, regista e filosofo... vi posso consigliare il suo saggio più celebre "la società dello spettacolo" ...
bene gente...
ci saranno altre occasioni per fare discorsini un po' più impegnati non disperate...
oppure disperate...
e disperate...
disperate...
cosa dire....buona notte?buon giorno?
dormelacittàdormelacittà....dormelacittà e invece noisiamoquà....
dormelacittàdormelacittà....dormelacittà e invece noisiamoquà....
dormelacittàdormelacittà....dormelacittà e invece noisiamoquà....
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