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mercoledì 29 aprile 2020

RICORDARSI DI QUESTO TEMPO

Ricordarsi di questo tempo. Ricordarsi di questi tempi. Tra una ventina di anni se ci saro' ancora, sicuramente  mi  ricordero'  di queste giornate chiusi in casa a causa del virus. 
Con Francesca e Giano. E sicuramente mi farà piacere rileggere quanto postato sulla pagina facebook (ci sarà ancora tra 20 anni?..sicuramente) del mio studio in merito al ritorno allo scoperto ed al concetto di spazio.
Per cui per non dimenticarlo lo  riporto di seguito.


Buongiorno!
Oggi vogliamo condividere insieme a tutti voi un pensiero meno tecnico del solito.Ora che sembra avvicinarsi la fine (più o meno per tutti) di questa quarantena, ci sarà un graduale ritorno alla vita normale ed ognuno di noi tornerà in possesso dei propri spazi “perduti”. E proprio di questo vi vogliamo parlare, del concetto di “spazio”. Spazio, fisico o immaginario che sia, delimitato, confinato, sterminato, infinito. Quello su cui vogliamo riflettere in qualità di tecnici progettisti, architetti paesaggisti, esperti per un certo verso di spazi, è qualcosa di profondamente più umano che gira intorno al concetto di spazio e che spesso il “fare architettura” trascura in maniera imperdonabile.Non stiamo qui a dilungarci molto, vogliamo semplicemente condividere questa esortazione che ci facciamo. Che una volta tornati in giro per le strade, per i parchi, per i vicoli, in tutti quei luoghi che abbiamo dato sempre per scontati, provassimo a guardare con occhi diversi ed a “sentire” ciò che ci circonda in maniera differente; che provassimo a riflettere su come interagiamo, ci comportiamo e facciamo parte dello spazio quando spesso la routine, la frenesia, la superficialità con cui molte volte siamo obbligati ad affrontare le cose, lo lasciano scivolare via senza neppure farcene render conto.L’invito che ci facciamo e vi facciamo è di fermarci un attimo a cogliere i dettagli ed a dargli valore, a prendere coscienza della loro importanza all'interno delle nostre azioni, a prendere nota della miriade apparentemente disordinata ed allo stesso tempo incantevole delle cose che ci circondano e che sono in grado di arricchirci di conoscenze, di esperienze, di accendere i nostri pensieri, di farci vivere e di renderci vivi.Vi salutiamo con le ultime due pagine del libro di George Perec “Specie di Spazi” che alla luce di questo ragionamento torna inevitabilmente alla memoria, che descrive e ci fa riflettere sul valore degli spazi, reali o irreali che siano, nella memoria umana e sulla loro idealizzazione:"Vorrei che esistessero dei luoghi stabili, immobili, intangibili, intoccati e quasi intoccabili, immutabili, radicati; dei luoghi che potrebbero essere dei punti di riferimento, dei punti di partenza, delle fonti: il mio paese natale, la culla della mia famiglia, la casa dove sarei nato, l’albero che avrei visto crescere (che mio padre avrebbe piantato il giorno della mia nascita), la soffitta della mia infanzia gremita di ricordi intatti..Tali luoghi non esistono, ed è perché non esistono che lo spazio diventa problematico, cessa di essere evidenza, cessa di essere incorporato, cessa di essere appropriato. Lo spazio è un dubbio: devo continuamente individuarlo, designarlo. Non è mai mio, non mi viene mai dato, devo conquistarlo. I miei spazi sono fragili: il tempo li consumerà, li distruggerà: niente somiglierà più a quel che era, i miei ricordi mi tradiranno, l’oblio s’infiltrerà nella mia memoria, guarderò senza riconoscerle alcune foto ingiallite dal bordo tutto strappato. Non ci sarà più la scritta in lettere di porcellana bianca incollate ad arco sulla vetrina del piccolo caffè della rue Coquillière : «Qui si consulta l’elenco telefonico» e «Spuntini a tutte la ore». Come la sabbia scorre tra le dita, così fonde lo spazio. Il tempo lo porta via con sé e non me ne lascia che brandelli informi: Scrivere: cercare meticolosamente di trattenere qualcosa, di far sopravvivere qualcosa: strappare qualche briciola precisa al vuoto che si scava, lasciare, da qualche parte, un solco, una traccia, un marchio o qualche segno. George Perec, Parigi, 1973-1974

venerdì 12 agosto 2011

spesso mi chiedo


Spesso mi chiedo cosa significhi essere un artista.

Spesso mi chiedo se anche io posso definirmi artista, spesso mi chiedo se tutti possiamo definirci artisti.

Io sono abituato per lo più a definire, contenere spazi, delinearli, migliorarli, avere a che fare con misure, confini e artefatti che siano in grado di apportare un giusto equilibrio fra forma e sostanza e possano così migliorare la vita dell’uomo.

Spesso mi chiedo cosa sia un’opera d’arte. Chi è che decide che quell’ oggetto, quel fatto, quel feticcio possa essere definito opera d’arte ed acquisire valore. VALORE.

E spesso quando c’è solo qualcuno che decide o pochi che decidono il valore di qualcosa… non so perché ma inizio a perdere fiducia.

Ma cos’è l’opera d’arte?

Questa è una domanda che non credo possa avere una spiegazione di 2 righe.

Posso rimandarvi a wikipedia ----- http://it.wikipedia.org/wiki/Arte

Di cosa parliamo?

Dell'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica di Walter Benjamin?

Della descrizione della " forma" dell' opera cioè il modo in cui l' artista utilizza i mezzi a sua disposizione per esprimere il suo messaggio?

Dell’opera d’arte espressione di un temperamento particolare?

Oscar wilde era convinto che la grande preoccupazione dell'uomo futuro sarebbe stata appunto l'autoespressione, e che le macchine avrebbero svolto tutti quei lavori ripetitivi che lo immiseriscono impedendogli di dar voce al suo estro creativo.

L’arte è forse fare uno scarabocchio e poi dire:“non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace!”

Ma l’arte non è sempre bella poi!

Parliamo di “qualcosa che ti lascia un brivido dentro”… sia esso positivo, come un bacio di due calde labbra o negativo, come una coltellata ai fianchi che ti toglie il respiro.

Non lo so’.

Spesso penso a Caravaggio e mi chiedo se l’arte è ancora possibile.


non lo so’; a me a volte piace pensare che l’arte è nel sudore del contadino che con cura e premura si occupa del raccolto per la sua famiglia, che l’arte è qualcuno che si prende cura di qualcun altro, che l’arte è nel prendere determinate scelte, dure o difficili che siano; che l’arte è passione, fierezza, rispetto. Che l’arte rappresenta la bellezza di Oscar wilde che salverà il mondo.


Spesso quindi lego l’arte a concetti e valori positivi. Sicuramente l’arte ha dentro incubi, tormenti, distruzione.

L’arte rappresenta la vita. L’arte è morte. L’arte è espressione. L’arte è emozione.


L’artista è un artigiano di emozioni.

la sua opera una materializzazione delle stesse.

Spero di non esservi stato di aiuto. Perché adesso ho ancora più confusione.

Ma, fortunatamente non sono in cerca di risposte e spero non lo siate neanche voi.

Sotto, le immagini della mia prima e chissà forse l’ultima “opera partecipata”, performance eseguita in occasione di “Calici di Stelle”, nel comune di Morrovalle.


https://www.facebook.com/media/set/?set=a.10150276882861382.352147.681746381&type=1


Il nome dell’opera: STELLE DI CALICI, 2011

Tecnica mista: tempere acriliche, vino, colle viniliche su panno.


giovedì 25 giugno 2009

pura vita


riparto.
ormai sono più e più volte che mi fermo a scrivere di partenze.
chissà perchè.
semlpicemente lo voglio. o semplicemente mi lascio trasportare.
dagli eventi. dai treni. dal parto poi si vedrà. dal se non parto poi magari mi pento.
allora eccomi. stanco. emozionato. ardente e malinconico.
euforico e senza pretese di cambiare il mondo.
solo con la voglia di camminare..di andare avanti verso quel "chissà poi dove si và"... che ci tormenta l'anima anche se spesso non ce ne rendiamo conto....

visto che siamo in vena di tormenti vi lascio una canzoncina.

..una canzoncina per una bambina tormentata:
Colore testo
c'è gente che rimane sempre uguale,
e crescono e rimangono ancorati
sicuri come i treni sui binari
viaggiano sulle generazioni
conoscono tutte le stazioni
ma a te è capitato d'essere scelta
xchè di tutto il vero fosse un forse
xchè tu ti facessi le domande
sperimentando il dubbio e le sue morse
e l'inquietudine
che i giorni ti ti regalano
è un dono che è concesso solo a pochi
vedere la realtà come uno specchio
scaldarsi
col calore dei suoi fuochi
1000 diversi fuochi e 1000 luci
che brillano e confondono le idee
a te è concesso
di guardare il mare
cercando di capire le maree
e allora nn soffrire + tu stai crescendo
dentro di te c'è il seme che germoglia
una migliore vita sta nascendo
sia che tu voglia
sia che tu nn voglia
e soffri ma anche un pò fallo godendo
una migliore vita sta nascendo
dal seme del tuo prospero tormento.


a presto!

domenica 18 gennaio 2009

1/4 di secolo.

25 anni.
passati.
l'ultima notte. l'ultima mattina.
posso lasciarla sfuggire?...
addormentarsi sotto un caldo piumone..... e lasciar scorrere il tempo...
e ascoltare il silenzio di queste quattro mura. non tornerà.
ogni momento non tornerà. E nessuno capirà mai quello che senti...
forse qualcuno ci andrà vicino ...sarebbe bello...

viviamo come sognamo. soli.
la luce soffusa che ho appena acceso alle mie spalle mi invita ad addormentarmi.
ma qualcosa penso,
e quello che penso deve restare, giusto un punto.
giusto un pensiero su cio' che c'è stato. di buono. di cattivo.
non sono un che si guarda troppo le spalle... ma credo sia importante fermarsi e guardarsi dentro.
guadarsi dentro come un intruso.
un intruso non ti conosce, un intruso non te lo aspetti.
un intruso ti mette allo scoperto.

allora inizi a capire.

e poi?
chissà dove si và?

martedì 30 dicembre 2008

... anche questo è andato.

Sono ormai più di tre mesi che non scrivo.

siamo agli sgoccioli di questo 2008….e riappaio nel blog.
mi sento come il ritardatario alla festa, come il pezzetto di dolce che lo mangi lo stesso anche se sei stracolmo dell’abbuffata appena terminata, come l’ultimo ubriacone che si scola l’ultima goccia di alcool al bar prima di vagare dentro la notte…
tirando alcune somme, girando un attimo le spalle, penso all’anno passato, e anche stavolta ne sono successe di cose, nella mia, nelle vostre, nelle vite di tutti immagino.
Più o meno ci siamo mossi, più o meno ci siamo scambiati...


quest'anno credo di aver fatto più FATTI e aver detto meno PAROLE, il che a volte è un bene ma non sempre. è andata così.

Sono Dottore adesso, Architetto. un fottuto architetto servo del potere che cerca di equilibrare forma e sostanza, che spera in qualcosa di buono… che non sempre sa quello che vuole.


E nel 2009, cosa sarò? (questa vale un po' per tutti)



Un bacione di cuore a tutti i passanti, se ancora ce ne sono … e un augurio di un genuino 2009 a tutti!

Ecco una foto del titolare dello studio con cui collaboro, anche lui vi augura buon anno:

















a presto!

domenica 14 settembre 2008

pensieri

domenica 14 settembre,

l'estate sembra ormai salutarci....lo fà con la prima pioggia e con il vento...i nostri campi riprendono a respirare, le tubazioni, i canali di scolo e le fogne anch'esse pian piano ricominciano a pieno ritmo la loro attività...

il cielo si riappropria del suo grigio autunnale, di quel grigio fumo che era un bel po' che no lo si vedeva così...abituati come eravamo ormai a quell'azzurro limpido o al massimo a quell'azzurro imbrattato di qualche macchia di nuvola candida...
l'aria già diventata più fresca ci invita ad aprire i cassetti dove sono già pronte, stirate, lavate e profumate le nostre care magliettine a manica lunga per la prossima stagione....
un anno esatto fà, dopo aver passato l'estate in africa mi preparavo a partire per il messico, prolungandola così fino a gennaio.

quest'anno passero' la stagione invernale a casa. nella terra natia.
i locali e i pub della nostra cara terra marchigiana sono già pronti a riaprire le loro porte...per riscaldare l'inverno e le sue notti di musica, birra e vino; poca gente.... una cena al caldo di un caminetto a casa di qualche caro amico o parente...parcheggiare proprio davanti l'ingresso del locale dove ci siamo dati appuntamento.
me ne restero' tranquillo. io, l'architettura, qualche libro, riviste, apparecchi fotografici, musica, amici, famiglia, parenti, campi coltivati, bar, pubs, cene, ulivi.
resto nella madre patria.

non sarà facile...o forse lo sarà troppo...
è questo che spesso un po' mi rattrista...

già sento la mancanza della diversità...già sento la necessità di bagnarmi un po' nell'attesa di un bus...oppure di respirare un po' di smog camminando per Coyoacan...già mi mancano quei 30 secondi in cui puoi vedere 30 volti che non rivedrai mai più in vita tua...già mi manca la densità abitativa, già mi mancano le mille puzze e i mille odori nel percorrere 200 metri.

già, mi mancano.

mi mancano i discorsi che non ti immagini e gli incontri che non ti aspetti.


buon autunno a tutti!

mercoledì 7 maggio 2008

vi spacco il culo


ritorno a scrivere.
alle 23:30 del 7 maggio.
voglio ricominciare a scrivere più spesso.
parlo con me stesso ma parlo un po' a tutti.
adesso scrivero' qualcosa.
probabilmente alla fine non sarà nulla di concreto....
ancora non so' cosa. so solo di essere stanco. tornato da bologna.
passato tra il reparto di "nuove patologie", tra incontri con amici e 2 passi in piazza verdi....bè stanchino...
ma no. non è la stanchezza quella fisica...è una stanchezza un po' diversa... nemmeno troppo psicologica...la definirei una stanchezza sociale.
sono stanco. in questi 3-4 giorni bò..quanti ne sono passati.. ho avuto il tempo di leggere.
notizie. notizie e notizie di giornali.
e adesso sono stanco.allora mi chiedo:perchè? e quando una persona è stanca?
forse sarà la strada fatta sia a piedi che in auto...pero' se qualcuno mi inviterebbe adesso a fare una corsetta o un tuffo in piscina ci andrei proprio...
ho capito.
sono state le notizie dei giornali cazzo.
proprio loro mi hanno stancato. magari sarebbe meglio non saperle certe cose...
si vivrebbe meglio, almeno fino al momento in cui ti piombano addosso senza che ci capisci un cazzo.
non sto' qui a raccontarvi le cose che ho letto e in questi giorni, le sapete già...
siam messi male.
violenza. mancanza di rispetto. omicidi. mafia.... cazzo parlavo con un ragazzo che fà medicina e che ha amici siciliani che fanno medicina e mi ha detto che praticamente i primari in sicilia li sceglie la mafia....che bella l'italia...
mamma mia che stanchezza...
mi viene sempre in mente Ballard...di come abbia ragione nei suoi libri....
e più ci guardiamo intorno, e più leggo di notizie macabre...di incesti all'interno di mura domestiche, di gente morta ammazzata perchè non omologata, di corruzioni dilaganti....più scopro come la violenza ci stà rendendo sempre più vivi, di come ci piaccia, di come ci fa sentire forti e potenti.
bene potevo ricominciare a scrivere cose più interessanti dopo questa pausa di non so' che cosa....
pero' le cose allegre e spensierate le lascio ad altri...loro ci faranno divertire...
la società vuol farci divertire non è così...? vuol farci sembrare che tutto vada bene... vuol tenerci a bada con cremine e pasti ipocalorici...
così...giriamo una pagina...e voilà..barretta dietetica...giriamo l'altra e voilà...un bimbo morto lungo una strada di fame come un animale...
giriamo pagina e voilà... chirurgia plastica per le tette delle signore....giriamo l'altra e voilà.. gente che muore perchè non ha una pasticchetta del cazzo contro la malaria che da noi te la regalano....
viva il nostro mondo.
...alziamo barriere nel mondo globalizzato, ci ammazziamo perchè non la pensiamo in maniera uguale, le nostre mucche (europee) ricevono 2 dollari al giorno di finanziamento ed in africa con 2 dollari al giorno ci camperebbe una famiglia...
non vado avanti....
e tutto ciò lo fà l'uomo. l'essere più evoluto.
la storia ha molto da insegnarci ma noi...ce ne dimentichiamo...abbiamo la memoria corta....
e dire che siamo tutti figli della stessa fottutissima esplosione.
basta.
ecco non ho detto nulla di più di quello che si sapeva già...
forse pero' meglio ricordarsele certe cose....

ah! dimenticavo sono diventato dottore...allegria!

ricominciate a leggermi...e commentate.
non è un invito è un ordine cazzo altrimenti vi spacco il culo.

domenica 10 febbraio 2008

...risfogliando un libro....




..."prendi di nuovo i cinesi, questa cultura così diversa dalla nostra. Io lo dico: scrivono diversamente, mangiano diversamente, dormono diversamente. Curioso che ora diventino tutti con la cravatta, Folco. La capisci la mia disperazione? La cravatta a tutti! Questi, che avevano scoperto che non bisognava mai legarsi niente attorno alla pancia perchè ferma il qi, ora hanno tutti le cinture Pierre Cardin. Ti dispera, no? Cos' è che mi dispera? A me dispera la fine della biodiversità, mi dispera che non ci siano più le mele cotogne. Vogliamo le mele tutte fatte tonde, tutte uguali, tutte lucide, e con questo eliminiamo la diversità che è il fondamento della vita. La di-ver-si-tà! Perchè secondo me la richezza dell'umanità sta nella sua varietà. Voglio dire, gli uomini blu, i tuareg, ma perchè gli volete mettere le mutande? Lasciateli essere tuareg!
si possono lasciare gli altri coi loro valori, aiutarli a curarsi il tracoma e chiedere loro che ci aiutino a curarci di una malattia che è molto più devastante del tracoma, ed è la nostra infelicità?
cos'è preferibile, che al tramonto a un bambino venga coperta la faccia con la polvere di sandalo o con la crema Nivea?"

Tiziano Terzani, La fine è il mio inizio


cos'è che porta a tutto questo? la globalizzazone? la nostra presunzione di dire cio' che è giusto e ciò che è sbagliato senza cercar di capire?... mah... non lo sò... se sapete aiutarmi...aiutatemi...in queste ore notture forse è meglio dormire... che poi nel letto...magari nel sonno grazie ad un problema di digestione mi viene l'ispirazione per un romanzo..... i flussi, il mondo che cambia, tutte queste trasformazioni,( chiamiamole anche più correttamente omologazioni)... sono incontrollabili a quanto pare.....forse manca il rispetto.




a presto canaglie....!

mercoledì 9 gennaio 2008

forse

A volte mi fermo a pensare.
A volte.
Forse sono troppe, forse sono poche.
Forse non sono mai troppe, o forse non sono mai poche.
Forse non è mai troppo presto, ma forse non è neppure mai troppo tardi.
Per fare che? Per essere chi? Per andare dove?
Forse il freddo che fa fuori non è cosi’ freddo in realtà.
O forse fa cosi’ freddo perché nessuno riscalda i cuori.
O forse poi non è poi così freddo, in fondo, magari, siamo noi quelli freddi.
Siamo noi a non sentire.
Siamo noi gli intolleranti, insofferenti. O forse no.
Penso che forse ci siamo dentro tutti. Dentro che cosa???
Dentro le cose, dentro gli affari, dentro il sistema, dentro le nostre casette, dentro il mondo che gira, dentro i progetti, dentro un futuro dove saremo super fighi e plurimilionari.
O forse no. Forse ci sembra di starne cosi’ dentro, di essere entrati fin dentro l’atomo, ma in realtà, c’è solo il vuoto…un vuoto fatto ti tante cose..forse non ce ne rendiamo conto..forse non ce ne rendiamo conto.
Forse.
Cos’è che conta veramente? Siamo alla ricerca di che cosa?... della felicità? Forse.
Ma forse non la si troverà mai. Forse è la pace che serve.
Forse è una persona vicino che basta.
forse Dio. quale dio?

Forse la ragione.
Forse un ideale.
Forse ci lamentiamo troppo… ci lamentiamo così spesso, che è più il tempo che ci lamentiamo che quello che ci fermiamo a guardare il mondo.
Forse sono ansioso, o forse troppo curioso di sapere cosa saro’, dove andro’, cosa saremo.
A che scopo poi?
Forse mi faccio troppe domande.
Forse.
A volte vorrei piangere. Ma se penso al perchè delle mie lacrime… mi viene da ridere.
Forse ne abbiamo bisogno.
Forse mi manchi.
Anzi sicuro.

martedì 25 dicembre 2007

L'anno che verrà



ad esattamente 364 giorni dall'apertura del blog scrivo per...bè per augurare a tutti buone feste ed un felice nuovo anno di cuore!!


attese.

le attese all'aereoporto prima dell'imbarco sono sempre particolari, hanno sempre qualcosa di speciale....sono attese profonde, o meglio che celano dietro gli sguardi della gente emozioni ancora fresche, ricordi ancora vivi di esperienze appena vissute...o all'inverso pensieri proiettati verso altre terre ed altri spazi da scoprire e quindi ricchi, vogliosi e avidi di scoperta...pensieri colmi di eccitazione.

chissà a cosa pensa la ragazza di fronte a me, il suo corpo disteso, che occupa le due sedie della ampia sala mi appare in perfetta armonia con il resto delle cose che i miei occhi trasmettono al mio cervello; e la sua testa appoggiata sopra le gambe magroline del suo fratellino mi regala un sorriso di pace, di gioia di semplici cose.

il suo sguardo è malinconico. un poco. le sue labbra carnose, e i suoi occhi, profondi, fissano ad intervalli regolari punti e spazi imprecisati dentro e fuori della parete vetrata dell'aereoporto.

belle le attese.

si ferma a guardarmi:"chissa che pensa.."

domenica 21 ottobre 2007

..per le persone oneste: la torta di riso...FINITA!..

l'altro ieri sono stato CIHAC una sorta di fiera sull'edilizia tipo SAIE.. pieno di materiali, pieno di gente, un sacco di conferenze, un sacco di strafighe negli stand (molte argentine.. qua le modelle sono quasi tutte argentine...con il fatto che in argentina la siuazione non è delle migliori....)
ieri sono stato all'università, poi la sera ad una festa in una casa..ora me ne sto' sul letto con il mio computerino..domani lezioni qui a casa con il prof., chef, cuoco, Brando, 8 ragazze messican vengono per imparare a fare il tiramisu' italiano --quello originale-- (che storia!!)...
e cos'altro...ogni cosa segue il suo corso...le mie ricerche per la tesi proseguono, il mondo gira, il clima è mite, in italia sono le 4 di notte, gli agricoltori sardi si ritrovano senza il loro terreno, i maceratesi si ammazzano perchè non riescono a pagare il mutuo, i messicani invece stanno tranquilli, vengono sottopagati e neppure si incazzano,o per lo meno si incazzano di meno... sono stati da sempre sottomessi....pensate che qui esiste un questa parola "pena ajena"...non ha traduzione in italiano, è praticamente quando ti prende male a te per un'altra persona...(questo deriva sicuramente da moolto lontano)...intanto i divari sociali nelle megalopoli e non solo aumentano sempre di più...mi fermo và.
....e vàààbene... vado a mangiare...
...e intanto penelope tesse la sua tela....

mercoledì 26 settembre 2007

..bloggo from roma..



salve a tutti!

vacanze? divertiti?...cosa vi dico...
l'estate se ne è andata da qualche giorno...
fatemi sapere come state...
io intanto riprendo il volo.oltreoceano stavolta.

MESSICO.mexico city.

riparto quindi, questo per chi non lo sapesse.non che debba interessarvi particolarmente, ma così.. per tenersi aggiornati, sapete nella nostra società contemporanea dove tutti sanno tutto di tutti...e dove tutti devono sapere tutto di tutti altrimenti stiamo male..è importante sapere quello che si fa.
dove siamo da mille telecamere 24 ore al giorno controllati.
dove puoi anche sapere quante volte al giorno un pirla della tv va al cesso a cagare...volete che io non vi racconti le mie di stronzate???

bè vi sbagliate.

certo non staro' qui a raccontarvi...le mie situazioni sentimentali/familiari...anche se di questi tempi vanno mooolto di moda...mi dispiace.per quei discori lì c'è la nostra cara Maria, i nosrti cari programmi in tv, i nostri giornali....dove la familiarità e il rapporto fra due persone vengono svenduti, come carne da macello puzzolente, marcia...(pensate a quello che vi fa più schifo)in ogni angolo di spazio...e quella candida intimità viene ammazzata senza scrupoli solo per far parlare...e per far sputare da quelle bocche programmate, controllate e finte, cazzate a raffica... e la gente è CONTENTA...e la gente non impara un cazzo.... (..la ricerca delle false certezze, credo non ci sia cosa peggiore..)
-scusate. mi rimetto sui binari.-
...l'africa mi ha imparato, o meglio mi ha fatto render più conto di una cosa:
di come siamo, io compreso, dipendenti dalle cazzate che abbiamo. (chiariamoci:non ci vuole l'africa per capirlo)
dove dobbiamo avere tutte le nostre cosucce vicine e sotto controllo che ci rendono felici...almeno fino a quando non svanisce il loro effimero effetto...dopodichè subentra il bisogno irrefrenabile di consumare ancora... e trovare in giro per negozi ed edifici o qualsiesi luogo urbano in cui è possibile consumare altri "oggettini preziosi"...che ci rendano felici per un po'.
cacchio pero' è bello essere felici. chi non vuole esserlo??
una dipendenza psicologica da consumo.( L'oggetto immateriale.) i nostri desideri manipolati.
SIAMO TUTTI DROGATI.
dicevo.. a si...parto per il messico...vado a preparare la mia tesi di laurea e a farmi un bel giretto spero...
intanto passo il momento pre-partenza qui a roma..da due miei amichetti Gigino e il Falcio
...che ora dormono e anzi, ora li fotografo ...e le pubblico...hehehe


sono carini è.....
mi metto a studiare un po' di spagnolo....anzi esco...
...avremo tempo di fare altri discorsi .... di raccontarvi qualcosa di interessante...non disperate..
magari da Mexico City...o durante la traversata...sempre che non si precipiti a picco nell'oceano!

a presto vecchie canaglie!!!
non fate le schiappe scrivete.....

lunedì 30 luglio 2007

omaggio all'IRREQUIETEZZA

bene.

parto. riparto. mi fermo. penso. ripenso. rifletto. non parlo. parlo. ascolto. colgo. mi illudo. spero. cammino.corro.afferro.guardo.sogno.miubriaco.canto.urlo.mimuovo.parto.viaggio.parto.viaggio.

parto..

ho capito. SONO UN IRREQUIETO.

viaggiare.muoversi. vedere le cose da diversi punti di vista.conoscere spazi.attraversarne di nuovi.conoscere gente.parlare con la gente.scambiare 4 chiacchiere con il solito vecchio amico.ascoltare frasi che non capirai mai.chiedersi il perchè.dialogare.scambiarsi un sorriso.scambiarsi un bacio. prendere l'aria fresca alle 4 del mattino da vittò. chiudere gli occhi e riflettere. agire d'istinto. mangiare di tutto. capirsi al volo. sentirsi rimproverati. camminare da soli. camminare insieme.

ho deciso. SONO UN IRREQUIETO.

tra pochi giorni in africa. non da solo.

In uno dei suoi momenti più cupi pascal diceva che tutta l'infelicità dell'uomo proviene da una causa sola, non sapersene star quieto in una stanza. "Notre nature est dans le mouvement...la seule chose qui nous console de nos misère est le divertissement". Diversivo.distrazione.fantasia.Senza cambiamento corpo e cervello marciscono.Neurologi americani hanno fatto l'encefalografia a non pochi viaggiatori. è risultato che cambiare ambiente e avvertire il passaggio delle stagioni nel corso dell'anno stimola i ritmi cerebrali e contribuisce ad un senso di benessere, di iniziativa e di motivazione vitale.

mi stacco per un po' da me stesso, da noi stessi, dall'uomo mediato, quello attaccato al computer, appeso al telefonino, appiccicato al volante, incollato all'indice mibtel, obeso nella mente e spesso anche nel corpo.

mi stacco dall'uomo mediato quello stressato, divorato dall'ansia, che non si accorge che negli ultimi 20 anni si è dimezzato il tempo di parola tra coniugi, fra genitori e figli, fra amici ( proporzionalmente al tempo rubatogli alle sue protesi, le macchine elettroniche e non); parlando di meno con gli altri parla di meno anche con se stesso: non riesce più a guardarsi dentro.

siete daccordo con me?...

credo che ci si nasca un po' irrequieti...e poi se fai gli "incontri sbagliati"...se ti lasci un po' prendere dai discorsi.. se ti incuriosici... se...se...tanti se... ci cadi...il tutto senza nessun rimpianto...anzi..fiero di essere irrequieto...fiero di essere in disordine...magari passerà...magari un giorno...

Questo alla vostra destraè un articolo che mi pubblicarono sul Resto del Carlino...riguarda un viaggio fatto...uno degli imput che mi ha portato a muovermi più o meno frequentemente..e comunque a muovere non solo il corpo...
ho deciso di metterlo...giusto per ricordarmi un po' ... leggetevelo magari, avevo appena finito il primo anno di università...
interrail...bel viaggio...
saluto tutti!!
commentate, commentate.....commentate!!

domenica 1 luglio 2007

intermission

viviamo nella società dell'immagine....il consumo...bla bla bla...
le pubblicità...quante persone, quante menti ci sono dietro quei miseri 30 secondi?....
non inizio con i soliti discorsi fottuttissime schiappe tranquilli....
guardatevi le pubblicità che hanno fatto la storia degli anni 80 e 90....così ci rilassiamo un po' tutti..

http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=11326&fromplayer=11326&stream=video&showtab=Copertina

anche queste foto che sono veramente fighe....http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/spettacoliecultura/maleonn/maleonn.html

e mi raccomando sempre attenti, sempre critici, sempre a chiedersi perchè...
a presto vecchie canaglie!!



sabato 23 giugno 2007

barabba

Ho già visto quelle facce, quell'espressione in piazza del Duomo dopo le elezioni è la stessa che gridava BARABBA BARABBA! ho già visto quelle facce in piazza Venezia quando il duce parlava affacciato al balcone le ho riviste poco dopo in piazzale Loreto quella stessa fottuta espressione ho già visto quelle facce che bruciavan la strega le ho riviste rosse in faccia che gridavano "lega!" aggredire con violenza un passante regolare che quel giorno non aveva un cazzo da festeggiare ho già visto quelle facce in un autobus pieno dallo stadio ritornare affacciati al finestrino insultare, sputare, prendere a calci un bidone ho già visto quelle facce, quell'espressione è la stessa che gridava BARABBA BARABBA! ho già visto quelle facce a un concerto a Torino aggredire con insulti un cantante italiano che cantava per il rispetto dei diritti dell'uomo le ho riviste l'altra sera in piazza del Duomo ho già visto quella faccia in uno specchio riflessa e l'ho odiata e s'è odiata con tutta se stessa è la faccia di una massa che ha bisogno di eroi che assecondino comodamente i vizi suoi ho già visto quella faccia e la vedrò ancora in un'altra piazza, in un'altra ora con un altro slogan con un'altra battaglia con un'altra fottutissima coda di paglia ho già visto quella faccia...è la stessa che gridava BARABBA BARABBA! nel mio palazzo ci abita un signore anziano da ragazzo quel signore è stato un partigiano nei suoi occhi c'è lo sguardo di chi ha visto tanto di chi ha visto la gioia, di chi ha visto il pianto la sua faccia che la storia vuol dimenticare è la faccia che io invece voglio ricordare ogni volta che sarò tentato di dar ragione a quel primo che mi passa con la soluzione espressione di una massa che ha bisogno di eroi che assecondino comodamente i vizi suoi ma la faccia scomoda dei bimbi africani, la fierezza negli sguardi degli uomini cubani, è un cazzotto che ci giudica continuamente e dice cerca di essere uomo prima di essere gente.
jovanotti, Lorenzo 1994

venerdì 19 gennaio 2007

...si finisce sempre con un "SI PARTE"

Ci siamo, si riparte...nuovamente cambio di vita. Nuove esperienza, nuove conoscenze, nuovi luoghi, nuovi modi di pensare e assaporare le cose. Sempre allettante, ma sempre con la solita sensazione indefinita del "CHISSA' POI DOVE SI VA". Boh, forse è lo spirito contraddittorio e di insoddisfazione che ci spinge sempre oltre; la curiosità, la sete di conoscere e vedere, di confrontarsi, di lasciarsi trasportare dal tempo e dallo spazio...con tutti i rischi che ciò comporta.
Parto per la Spagna signori. L'immagine riassuntiva è una "porta" che lega le vecchie esperienze con quelle del futuro...la porta è il MONDO, "WORLD" appunto.
E' si, forse si va in giro perchè si ha in testa il mondo, si ha in testa l' ALTRO. Non necessariamente si è alla ricerca di qualcosa, non necessariamente si devono colmare dei vuoti (ci credo poco al viaggiatore che si muove solo per colmare un vuoto... forse non esistono vuoti, ma tanti pieni).
E' il mondo quello che attira, quello che ci costruisce nella fase più evoluta della nostra esistenza...direi che il MONDO è l'artefice dell'autocostruzione di noi stessi (non mi insultate per i terminoni sboroni...ma più si è precisi nel lessico più si prova a rendere precisa l'idea che si ha in mente!...un po' come la TECNICA).
Il mondo è ALTRO. Il mondo è composto da ALTRI individui, da ALTRI luoghi...e non posso che pensare che l'ALTRO sono IO.
Spesso ci dice più di NOI un perfetto sconosciuto che il vicino di casa che conosciamo, e che dice di conoscerci, da una vita.
Con questo concludo l'aspetto teorico e sentimentale per immergermi in quello pratico...e come è vero che è IL FUTURO CHE SPIEGA IL PASSATO (parole sante di un filosofo epistemologo con la barba che ora non va più di moda )...ci risentiamo su questo Blog tra un po', quando il motore delle esperienze compresse e intense inizierà ad accelerare freneticamente lasciando spazio a qualche riflessione breve e secca.


(Un saluto particolare alle mie sicurezze: Marco, Gaspare, Sdè, Paolo, Surd, Gianni, Daniele, Buc, Alessandra tutti i componenti della "Rocko and the Rolls" orchestra da strada e a tutti gli amici che ogni volta che torno nelle mie terre mi fanno sentire a casa e con il cuore pieno).

Che Dio vi benedica internauti.

emilio

martedì 26 dicembre 2006

insoddisfazione


oggi 26 dicembre, apro questo blog mentre fuori la gente passeggia nel freddo, riscaldata dalla musica natalizia che fluttua nell'aria di questo ameno paesello.. e si perchè fuori stà accadendo uno degli eventi più importanti dell'anno e che raccoglie un gran numero di persone: il presepio vivente ragazzi!....ma d'altra parte il bello di questi paeselli forse è proprio questo...la loro intimità a volte...le loro tradizioni così forti...la volontà di non perderle, ed io da questo punto di vista non sono certo uno che che si dà da fare per mantenerle...

secondo me qua bisognerebbe viverci dai 35-40 ...quando ormai magari (si spera) hai qualcuno a cui voler bene e con cui condividere il resto della tua vita... ma ora no..negli anni in cui devi capire come va il mondo, negli anni in cui insomma potresti farne tante di cose... conoscere tanta gente che la pensa in maniera diversa da te..è impensabile di restare per sempre qui...oppure ci si potrebbe anche restare ma bisogna essere in grado di capire come stanno le cose di fuori, bisognerebbe aver viaggiato un pochettino e per viaggiare non intendo essere andati all'estero in quei villaggi dove tutto è tale e quale a casa tua, intendo il gusto di assaporare altre culture, parlare con la gente...
perchè ragazzi le culture sono fatte per dialogare...
...e poi il vero viaggio non consiste nel cercare nuove terre a volte ma nell'avere nuovi occhi.....
è la grande piaga dei paesini, delle piccole città di provincia secondo me:...l'impossibilità di scegliere, la limitatissima quantità di stimoli, di idee... sono sempre gli stessi discorsi poi...
c'è chi ci viene nei paesini perchè le città sono diventate invivibili:....allora l'uomo è sempre insoddisfatto...

i paesini fanno schifo: il bar, i discorsi da bar (reality-veline-calciatori-griff-auto...), la discoteca a 20 km( dance-house-dance-house), la gente bigotta, la gente che aspetta il sabato e la domenica per mettersi in tiro e uscire con la macchina tirata a lucido, tutti che sanno tutto di tutti, attenti a come ci si muove,il calcio,il calcetto....e si potrebbe continuare...

le grandi città fanno schifo: la criminalità, la caoticità, la mancanza di umanità a volte, la difficoltà di emergere,l'inquinamento...
quello che è certo è che spesso siamo insoddisfatti...io perlomeno...
non è facile stabilire oggettivamente dove sia meglio vivere...nessuno è in grado di farlo....
ognuno ha sicuramente la sua preferenza...ed è giusto che sia così....
ecco ho buttato là qualche pensierino ragazzi...uno di quei pensierini che mi tormenta da sempre...magari mi sono contraddetto...uno scrive un po' quello che gli viene in mente, poi grazie a questa beata tecnologia è più facile dire come la si pensa...magari mi contraddico spesso ma che volete farci...
le idee del resto sono fatte per essere cambiate no?

se amate un po la musica funky, hip hop, rap...ma anche tutta la musica le icone dell'epoca pop... se volete alscoltare qualcosina di diverso insomma c'è il jova che ha aperto questa radio on-line casomai fateci un salto www.radiosoleluna.com

...tutti noi abbiamo la responsabilità di sapere cosa stiamo facendo...

buona serata a tutti e buone feste vecchie canaglie!!!