lunedì 30 luglio 2007

omaggio all'IRREQUIETEZZA

bene.

parto. riparto. mi fermo. penso. ripenso. rifletto. non parlo. parlo. ascolto. colgo. mi illudo. spero. cammino.corro.afferro.guardo.sogno.miubriaco.canto.urlo.mimuovo.parto.viaggio.parto.viaggio.

parto..

ho capito. SONO UN IRREQUIETO.

viaggiare.muoversi. vedere le cose da diversi punti di vista.conoscere spazi.attraversarne di nuovi.conoscere gente.parlare con la gente.scambiare 4 chiacchiere con il solito vecchio amico.ascoltare frasi che non capirai mai.chiedersi il perchè.dialogare.scambiarsi un sorriso.scambiarsi un bacio. prendere l'aria fresca alle 4 del mattino da vittò. chiudere gli occhi e riflettere. agire d'istinto. mangiare di tutto. capirsi al volo. sentirsi rimproverati. camminare da soli. camminare insieme.

ho deciso. SONO UN IRREQUIETO.

tra pochi giorni in africa. non da solo.

In uno dei suoi momenti più cupi pascal diceva che tutta l'infelicità dell'uomo proviene da una causa sola, non sapersene star quieto in una stanza. "Notre nature est dans le mouvement...la seule chose qui nous console de nos misère est le divertissement". Diversivo.distrazione.fantasia.Senza cambiamento corpo e cervello marciscono.Neurologi americani hanno fatto l'encefalografia a non pochi viaggiatori. è risultato che cambiare ambiente e avvertire il passaggio delle stagioni nel corso dell'anno stimola i ritmi cerebrali e contribuisce ad un senso di benessere, di iniziativa e di motivazione vitale.

mi stacco per un po' da me stesso, da noi stessi, dall'uomo mediato, quello attaccato al computer, appeso al telefonino, appiccicato al volante, incollato all'indice mibtel, obeso nella mente e spesso anche nel corpo.

mi stacco dall'uomo mediato quello stressato, divorato dall'ansia, che non si accorge che negli ultimi 20 anni si è dimezzato il tempo di parola tra coniugi, fra genitori e figli, fra amici ( proporzionalmente al tempo rubatogli alle sue protesi, le macchine elettroniche e non); parlando di meno con gli altri parla di meno anche con se stesso: non riesce più a guardarsi dentro.

siete daccordo con me?...

credo che ci si nasca un po' irrequieti...e poi se fai gli "incontri sbagliati"...se ti lasci un po' prendere dai discorsi.. se ti incuriosici... se...se...tanti se... ci cadi...il tutto senza nessun rimpianto...anzi..fiero di essere irrequieto...fiero di essere in disordine...magari passerà...magari un giorno...

Questo alla vostra destraè un articolo che mi pubblicarono sul Resto del Carlino...riguarda un viaggio fatto...uno degli imput che mi ha portato a muovermi più o meno frequentemente..e comunque a muovere non solo il corpo...
ho deciso di metterlo...giusto per ricordarmi un po' ... leggetevelo magari, avevo appena finito il primo anno di università...
interrail...bel viaggio...
saluto tutti!!
commentate, commentate.....commentate!!

sabato 14 luglio 2007

...il mondo è bello perchè è vario...

Due metri e trentasei contro 73 centimetri: l'uomo più alto del mondo, Bao Xishun, incontra il suo opposto, He Pingping. I due si guardano negli occhi un po' perplessi e si stringono cortesemente la mano, posando per i fotografi. Succede in Mongolia, dove il primato del gigante umano è già stato riconosciuto dai guinness. Ora ci sta provando anche il suo rivale, in lizza per essere certificato come il più basso del globo


domenica 1 luglio 2007

intermission

viviamo nella società dell'immagine....il consumo...bla bla bla...
le pubblicità...quante persone, quante menti ci sono dietro quei miseri 30 secondi?....
non inizio con i soliti discorsi fottuttissime schiappe tranquilli....
guardatevi le pubblicità che hanno fatto la storia degli anni 80 e 90....così ci rilassiamo un po' tutti..

http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=11326&fromplayer=11326&stream=video&showtab=Copertina

anche queste foto che sono veramente fighe....http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/spettacoliecultura/maleonn/maleonn.html

e mi raccomando sempre attenti, sempre critici, sempre a chiedersi perchè...
a presto vecchie canaglie!!



sabato 23 giugno 2007

barabba

Ho già visto quelle facce, quell'espressione in piazza del Duomo dopo le elezioni è la stessa che gridava BARABBA BARABBA! ho già visto quelle facce in piazza Venezia quando il duce parlava affacciato al balcone le ho riviste poco dopo in piazzale Loreto quella stessa fottuta espressione ho già visto quelle facce che bruciavan la strega le ho riviste rosse in faccia che gridavano "lega!" aggredire con violenza un passante regolare che quel giorno non aveva un cazzo da festeggiare ho già visto quelle facce in un autobus pieno dallo stadio ritornare affacciati al finestrino insultare, sputare, prendere a calci un bidone ho già visto quelle facce, quell'espressione è la stessa che gridava BARABBA BARABBA! ho già visto quelle facce a un concerto a Torino aggredire con insulti un cantante italiano che cantava per il rispetto dei diritti dell'uomo le ho riviste l'altra sera in piazza del Duomo ho già visto quella faccia in uno specchio riflessa e l'ho odiata e s'è odiata con tutta se stessa è la faccia di una massa che ha bisogno di eroi che assecondino comodamente i vizi suoi ho già visto quella faccia e la vedrò ancora in un'altra piazza, in un'altra ora con un altro slogan con un'altra battaglia con un'altra fottutissima coda di paglia ho già visto quella faccia...è la stessa che gridava BARABBA BARABBA! nel mio palazzo ci abita un signore anziano da ragazzo quel signore è stato un partigiano nei suoi occhi c'è lo sguardo di chi ha visto tanto di chi ha visto la gioia, di chi ha visto il pianto la sua faccia che la storia vuol dimenticare è la faccia che io invece voglio ricordare ogni volta che sarò tentato di dar ragione a quel primo che mi passa con la soluzione espressione di una massa che ha bisogno di eroi che assecondino comodamente i vizi suoi ma la faccia scomoda dei bimbi africani, la fierezza negli sguardi degli uomini cubani, è un cazzotto che ci giudica continuamente e dice cerca di essere uomo prima di essere gente.
jovanotti, Lorenzo 1994

venerdì 4 maggio 2007

di chi è la testa?

ciao ragazzi....
ogni tanto mi faccio vivo.. e voi mi raccomando non mi abbandonate...in questo momento sono un po' incasinato e quindi non trovo il tempo di mettermi qui a scrivere qualche cazzata...
mi piacerebbe dirvi tante cose...e per dirvele e metterle giù bisogna un po' pensare..ecco..mi piacerebbe aver tempo per pensare...scrivere qualcosa..sarebbe bello essere pagati per scrivere quello che si pensa no?..che ficata!...
è importante pensare...ma con la propria testa..e spesso la nostra testa non è proprio la nostra...voi mi direte: "come no?"...la nostra testa diventa la testa di qualcun'altro..e ci si casca...ci si casca mooolto facilmente..
La nostra testa diventa la testa subordinata al sistema, la nostra libertà si limita incosciamente, non esiste la nostra libertà o meglio ci sembra di averla ma in realtà ci comportiamo come qualcune ha già programmato.
Con i soldi ci compriamo cose di cui spesso non abbiamo assulatamente bisogno..(quando magari potremo farci altre cose molto più interessanti magari)..e sapete perchè? perchè qualcuno stà giocando con i nostri desideri...stà governando il nostro modo di essere...
La cultura del consumo gente si impone...stà formando la società metropolitana contemporanea....vai che ficata!! costituisce diciamo il laboratorio dove si formano i modi di essere, attitudini, capacità, governa il territorio..tutto è regolato dal mercato e dal consumo.
Non esite più la politica lo sapete ormai....è il mercato, il consumo che la gestisce...
ma perchè le persone vogliono sempre sapere cosa accadrà?perchè si fanno sommergere dal futuro?cosa le proietta fuori dal presente?la paura della morte?l'ansia per i figli?un desiderio di ordine? Una volta erano la fede e la politica che spingevano al grande salto; ma adesso che fede e politica non sono più di moda chi e cosa inducono i pensieri a volare fra le nuvole?? "Forse perché nel futuro saremo tutti alti e felici"
...bene dopo di cio'..come mi disse una persona.."un mattino, ci si sveglia.E' il momento di ritirarsi dal mondo, per meglio sbalordirsene. Un mattino, si prende il tempo per guardarsi vivere"...e forse è anche un po' questo quello che ci manca....ed io ora vado a ritirarmi...

basta...la prossima volta scrivo qualcosa di allegro...promesso!!

e per chi si preoccupasse per me...voglio dirvi che non è con tristezza che scrivo, è una semplice constatazione (certo c'è un po' di rammarico..per tutti noi..).

per concludere in bellezza riporto le parole di Tyler Durden, il protagonista del romanzo Fight Club di Chuck Palahniuk: "le persone che stai cercando di calpestare, sono quelle persone da cui dipendi tu. Noi siamo le persone che laviamo i tuo vestiti e cuciniamo i tuoi pasti e te li serviamo a tavola. Noi ti facciamo il letto. Noi ti proteggiamo mentre dormi. Noi guidiamo le ambulanze. Noi smistiamo le tue telefonate. Noi siamo cuochi e tassiti e sappiamo tutto di te. Noi esaminiamo le tue richieste di indennizzo alle compagnie di assicurazione e gli addebiti della tua carta di credito. Noi controlliamo ogni spicchio della tua vita. Noi siamo i figli di mezzo della storia, cresciuti dalla televisione a credere che un giorno saremo milionari e divi del cinema e rockstar, ma non andrà così. E stiamo or ora cominciando a capire questo fatto. Perciò fa poco lo stronzo con noi."
commentate...commentate...a presto!!!

riferimenti: Massimo Ilardi, Nei te.rritori del consumo totale

lunedì 16 aprile 2007

specie di spazi

"Vorrei che esistessero dei luoghi stabili, immobili, intangibili, intoccati e quasi intoccabili, immutabili, radicati; dei luoghi che potrebbero essere dei punti di riferimento, dei punti di partenza, delle fonti (...) Tali luoghi non esistono ed è per il fatto che non esistono che lo spazio diventa un problema, cessa di essere evidenza, cessa di essere incorporato, cessa di essere appropriato. Lo spazio è un dubbio: devo continuamente contrassegnarlo, designarlo: non è mai mio, non è mai dato, devo conquistarlo. (...) Lo spazio scivola come la sabbia tra le dita. Il tempo se lo porta via e non ne rimangono che brandelli informi. Scrivere: cercare meticolosamente di trattenere qualcosa, di far sopravvivere qualcosa: strappare qualche brandello preciso al vuoto che si sta scavando, lasciare da qualche parte un solco, una traccia, un marchio, qualche segno".

George Perec, Specie di Spazi.

venerdì 16 marzo 2007

Vanilla Sky

eccomi di ritorno gente...
come ve la passate?...io me ne sono andato a trovare il mio amico Emilio a Valencia...splendida città di mare tra l'altro...ed eccomi di nuovo qua..pronto a ristabilire una sorta di..chiamiamola routine (il francese ci piace) che più o meno a tutti spetta..

dicevo...ah si!..bella valencia piena di movimento, movida, periodo della "Fallas" questo, grande centro urbano in continua crescita, espansione, mutazione...800mila anime...(quest'anno anche l'america's cup)..molta architettura contemporanea, ma anche molta storia...Valencia è la terza città della spagna dopo madrid e barcellona.
Come crescono queste città...sapete che c'è stato il superamento della popolazione urbana su quella rurale?, questo è un dato recente...facciamo parte dell'alveare planetario, siamo nel momento di massima espansione della comunicazione virtuale che ci permette di parlare a chiunque in qualunque punto del globo, ma paradossalmente assistiamo alla massima concentrazione di corpi umani nel medesimo posto.
Vabbè non sto' qui a farvi discorsi che potrebbero interessase a una piccola e ristretta nicchia di persone...
che dirvi...fuori c'è il sole..la primavera è dietro l'angolo anche se è da un bel po' che ci fa capolino...noi continuiamo a viere o a lasciarci vivere a seconda delle preferenze...viviamo la nostra realtà...ma poi ne siamo così sicuri?..voi ne siete sicuri? forse è solo finzione...forse fa tutto parte della nostra immaginazione...forse nulla è reale...forse è un sogno lucido...forse il cielo fuori alla Monet è così perchè siamo stati noi a volerlo, forse le passeggiate che faremo con la persona a cui vogliamo bene sono il ritratto sfacciato della copertina dell'album di Bob Dylan 'The freewheelin', forse abbiamo firmato un contratto con la Life Extention...forse è ora di APRIRE GLI OCCHI...

ciao a tutti ragazzi...ci sentiamo presto... scrivete qualcosina magari èh??
ci conto!
a presto!


Ogni minuto che passa è un'occasione per rivoluzionare tutto completamente

domenica 4 febbraio 2007

lo spettacolo eterno

bene son tornato....pochi commenti sull'ultimo articolo...battiamo la fiacca!..
go!
ci è scappato il morto, un'altra volta, per una fottuta partita di calcio...non si finirebbe più di scrivere di tutta questa merda, milioni di polemiche potrei fare, milioni di insulti potri lanciare... ma non è questo che voglio fare...me ne sto' qui ad ascoltare, a vedere quello che succede, non vi parlo solo del calcio non è solo lì lo spettacolo gente, è un po' dappertutto, è nei volti dei bambini africani, lo spettacolo è guardando una città massacrata da speculazioni edilizie, è offendendo e umiliando chi magari non la pensa come te, lo spettacolo è dove qualcuno ti impedisce di fare qualcosa che altri invece fanno, lo spettacolo è il controllo di qualcuno su di noi, lo spettacolo è la tv urlata...
lo spettacolo è ovunque... ne siamo saturi...ne siamo ipersensibilizzati, non ce ne rendiamo neppure più conto...che bravi attori, che bello questo spettacolo e vediamocelo questo spettacolo, vediamocela tutta questa bella violenza!
e si perchè diciamoci la verità a noi la violenza ci piace...ci eccita...
noi siamo i padroni della terra..uau! ci piace fare le guerre, far esplodere le bombe..buuuuum...ah che bello!!, il sangue che dà un po' di colore....le teste che esplodono...i mezzi che si schiantano...sembra di vedere un film strafico, pieno di effetti speciali!!
del resto sin dal principio, dalla storia di adamo ed eva, del peccato originale c'è sempre stata tra l'uomo ed il male una certa sintonia....
che bella la violenza!! ci piace!! a chi piace la pena di morte, a chi ama uscire il sabato sera per picchiare le persone, a chi vuole un regime guidato da gente pazza e malata di mente...
tranquilli ragazzi, non abbiate timore lo spettacolo durerà ancora a lungo....io metto le cuffie a palla ed inizio ad andare avanti ed indietro con la testa...violentando il mio cervello...perchè anche quella è violenza...più o meno la stessa, o no?...
siamo impotenti difronte a tutto cio'....sono impotente, siamo peggio degli animali, siamo ignoranti.
il problema è a monte.
per riuscire, per evolversi, per rispettarsi, ci vuole cultura e coraggio, cultura di PACE e coraggio di GUERRA e per cultura non intendo andare a scuola sia ben chiaro...intendo il rispetto degli altri, intendo il viver civile.
sono incazzato....ma con chi me la prendo....io resterò a guardare il grande spettacolo...
ed un giorno forse, quando un brevetto di una medicina non varrà più della vita di un bimbo, quando i diamanti non provocheranno le guerre che stanno avvenendo, quando molti paesi poveri sfruttati non dovranno produrre i nostri simboli di libertà, un giorno quando ognuno finalmente potrà liberamente dar sfogo alle proprie passioni, alle proprie idee nel rispetto dei diritti e della dignità degli altri, quando arriverà questo giorno allora forse...lo spettacolo finirà... ma forse è solo un utopia...
"...la vita non è facile è dura, ed è importante che impariate a diventare forti per poterla affrontare, o badate io non vi spingo a diventare dei duri ma dei forti!!...." dal film: Gli anni in tasca, François Truffaut.

....il sonno della ragione genera mostri....

commentate, ate, ate, ate........

lunedì 22 gennaio 2007

La mafia dei baroni

fonte web: l'espresso on-line

Metodi da Cosa Nostra. Per gestire il potere negli atenei. Bari, Bologna, Firenze: tre inchieste sui concorsi. Già decisi prima del bando. A favore di parenti e allievi. Ecco i risultati choc delle inchieste delle procure sui professori.

Mafia. Il guaio è che non sono solo i magistrati a usare questo termine. Adesso anche i docenti più disillusi citano il modello di Cosa nostra come unico riferimento per descrivere la gestione dei concorsi nelle università italiane. Proprio nei luoghi dove si dovrebbe costruire il futuro, prospera una figura medievale capace di resistere a ogni riforma: il barone. Un tempo i suoi feudi erano piccoli, poteva controllare direttamente vassalli e valvassori, mentre doveva piegarsi davanti a un solo re, lo Stato. Ora invece il numero dei docenti e degli atenei è esploso. C'è da corteggiare aziende e fondazioni, mentre spesso bisogna anche fare i conti con le Regioni. Così l'ultima generazione di baroni per mantenere intatto il potere ha rinunciato a ogni parvenza di nobiltà accademica e si è organizzata secondo gli schemi dell'onorata società. Questo raccontano gli investigatori di tre procure che hanno radiografato l'assegnazione di decine e decine di poltrone negli atenei di tutta Italia, dalle Alpi alla Sicilia. Un terremoto con epicentro a Bari, Firenze e Bologna che vede indagati un centinaio di professori. E che ha messo alla luce gli stessi giochi di potere in tutti gli atenei scandagliati. Scrive il giudice Giuseppe De Benectis: "I concorsi universitari erano dunque celebrati, discussi e decisi molto prima di quanto la loro effettuazione facesse pensare, a cura di commissari che sembravano simili a pochi 'associati' a una 'cosca' di sapore mafioso". Rincarano la dose i professori Mariano Giaquinta e Angelo Guerraggio: "'Sistema mafioso' vuole dire 'cupole di gestione' delle carriere e degli affari universitari, spesso camuffate come gruppi democratici di rappresentanza o gruppi di ricerca".Se i giovani più promettenti emigrano non è solo questione di risorse; se la ricerca langue e i policlinici sono sotto accusa, la colpa è anche del 'sistema'. Che fa persino rimpiangere il passato: "Una volta si parlava di 'baroni'. Adesso i numeri (anche dei docenti) sono cresciuti. Al posto del singolo barone ci sono i clan e i loro leader, che non necessariamente sono i migliori dal punto di vista della ricerca...", scrivono sempre Giaquinta e Guerraggio, docenti di matematica che hanno appena pubblicato un saggio coraggioso intitolato 'Ipotesi per l'università'. E continuano: "La situazione non sembra migliorata: baroni per baroni, sistema mafioso per sistema mafioso, forse i vecchi 'mandarini' sapevano maggiormente conciliare il loro interesse con quello generale. La difesa delle posizioni conquistate dal 'gruppo' riusciva, in parte, a diventare anche fattore di progresso. Sicuramente più di quanto accada adesso".

venerdì 19 gennaio 2007

...si finisce sempre con un "SI PARTE"

Ci siamo, si riparte...nuovamente cambio di vita. Nuove esperienza, nuove conoscenze, nuovi luoghi, nuovi modi di pensare e assaporare le cose. Sempre allettante, ma sempre con la solita sensazione indefinita del "CHISSA' POI DOVE SI VA". Boh, forse è lo spirito contraddittorio e di insoddisfazione che ci spinge sempre oltre; la curiosità, la sete di conoscere e vedere, di confrontarsi, di lasciarsi trasportare dal tempo e dallo spazio...con tutti i rischi che ciò comporta.
Parto per la Spagna signori. L'immagine riassuntiva è una "porta" che lega le vecchie esperienze con quelle del futuro...la porta è il MONDO, "WORLD" appunto.
E' si, forse si va in giro perchè si ha in testa il mondo, si ha in testa l' ALTRO. Non necessariamente si è alla ricerca di qualcosa, non necessariamente si devono colmare dei vuoti (ci credo poco al viaggiatore che si muove solo per colmare un vuoto... forse non esistono vuoti, ma tanti pieni).
E' il mondo quello che attira, quello che ci costruisce nella fase più evoluta della nostra esistenza...direi che il MONDO è l'artefice dell'autocostruzione di noi stessi (non mi insultate per i terminoni sboroni...ma più si è precisi nel lessico più si prova a rendere precisa l'idea che si ha in mente!...un po' come la TECNICA).
Il mondo è ALTRO. Il mondo è composto da ALTRI individui, da ALTRI luoghi...e non posso che pensare che l'ALTRO sono IO.
Spesso ci dice più di NOI un perfetto sconosciuto che il vicino di casa che conosciamo, e che dice di conoscerci, da una vita.
Con questo concludo l'aspetto teorico e sentimentale per immergermi in quello pratico...e come è vero che è IL FUTURO CHE SPIEGA IL PASSATO (parole sante di un filosofo epistemologo con la barba che ora non va più di moda )...ci risentiamo su questo Blog tra un po', quando il motore delle esperienze compresse e intense inizierà ad accelerare freneticamente lasciando spazio a qualche riflessione breve e secca.


(Un saluto particolare alle mie sicurezze: Marco, Gaspare, Sdè, Paolo, Surd, Gianni, Daniele, Buc, Alessandra tutti i componenti della "Rocko and the Rolls" orchestra da strada e a tutti gli amici che ogni volta che torno nelle mie terre mi fanno sentire a casa e con il cuore pieno).

Che Dio vi benedica internauti.

emilio

mercoledì 10 gennaio 2007

...tutto cio' che non puoi vedere lo puoi ascoltare....


domani sera...ci si diverte insieme...mi raccomando....
chi può...... non deve mancare!!!
p.s.
ho letto tutti i commenti, che praticamente si sono concentrati su 2 articoli....lo so' magari penserete non c'è molto da commentare...
comunque grazie a tutti e continuate!!...
...se avete qualcosa da dire non esitate scrivetemi oppure scrivetelo su "commenti" un articolino non so'....gioie, paure, delusioni, tempeste ormonali, lettere d'amore, confessioni proibite, i vostri viaggi, le vostre esperienze....quello che volete insomma....
che poi io....pubblico!!