martedì 25 dicembre 2007

L'anno che verrà



ad esattamente 364 giorni dall'apertura del blog scrivo per...bè per augurare a tutti buone feste ed un felice nuovo anno di cuore!!


attese.

le attese all'aereoporto prima dell'imbarco sono sempre particolari, hanno sempre qualcosa di speciale....sono attese profonde, o meglio che celano dietro gli sguardi della gente emozioni ancora fresche, ricordi ancora vivi di esperienze appena vissute...o all'inverso pensieri proiettati verso altre terre ed altri spazi da scoprire e quindi ricchi, vogliosi e avidi di scoperta...pensieri colmi di eccitazione.

chissà a cosa pensa la ragazza di fronte a me, il suo corpo disteso, che occupa le due sedie della ampia sala mi appare in perfetta armonia con il resto delle cose che i miei occhi trasmettono al mio cervello; e la sua testa appoggiata sopra le gambe magroline del suo fratellino mi regala un sorriso di pace, di gioia di semplici cose.

il suo sguardo è malinconico. un poco. le sue labbra carnose, e i suoi occhi, profondi, fissano ad intervalli regolari punti e spazi imprecisati dentro e fuori della parete vetrata dell'aereoporto.

belle le attese.

si ferma a guardarmi:"chissa che pensa.."

giovedì 13 dicembre 2007

Nazim Hikmet

La vita non è uno scherzo,
prendila sul serio come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell'al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.
La vita non è uno scherzo,
prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini,
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla è più bello, più vero della vita.
La vita non è uno scherzo,
prendila sul serio ma sul serio
a tal punto
che a settant'anni, ad esempio,
pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli,
ma perché non crederai alla morte,
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.

lunedì 10 dicembre 2007

lettera ad un borgo malato

dall'altra parte dell'oceano scrivo.
sopra una poltrona non mia. con un computer non mio. in una casa non mia. in una stanza in assoluto silenzio, se non fosse per quel suo leggero respiro mentre dorme.
ti scrivo per cercare di capire che succede.
scrivo a te, antico borgo orgoglioso di cio' che contieni. ti sento sempre piu' malato. sempre meno caldo e pronto ad abbracciare genti nei tuoi unici ritratti.
mi sfoghero'.
sfogarmi?...consumare parole e parole... tasti e tasti di tastiera per parlare, per criticare, per scambiarsi, per migliorare... sfogarsi per migliorare. la prenderei cosi'.
a chilometri e chilometri di disatanza da te ameno paesino... quello che posso dire e' che quello che piu' mi da pena e' la superficialita', lo spettacolo, l'apparenza, l'apparire, l'ostentare, la mancata sincerita', il non rispetto.... che vedo pian piano aumentare fra le tue strandine ...atteggiamenti volgari, irrispettosi, egoistici ed egocentrici....generati da un poco scambio culturale e dal bombardamento consumista contemporaneo. (il maggior nemico direi)
....e tutto questo prende vita e forma all'interno del tuo piccolo contesto, piccolo paesino, piccolo scambio di vite e di flussi.. quasi insignificante penseremo... ma che nascondi origini lontane, storie e leggende affascinanti....ricche di tradizioni, che rischiano di perdersi. questo bisogna apprezzare.... perche' l'ignoranza, ossia la non conoscenza delle cose, non significa mancaza di cultura, non significa mancaza di saggezza.... anzi.... immaginate un contadino, un artigiano di un tempo....la sua dedizione al lavoro, la sua umilta'....il suo RISPETTO per quel poco che aveva e per tutto cio' che lo circondava. poesia. arte. pensatela come volete. queste persone non rischiavano l'inquinamento cerebrale di cui siamo adesso in continuazione attanagliati, non rischiavano di essere un numero in una statistica,non rischiavano di essere manipolati dal marciume dei media. E' cio' di cui dobbiamo preoccuparci ora. all'interno di questi paesini dove un tempo si, si nascondeva l'ignoranza...ma era l'ignoranza buona, una ignoranza intelligiente e rispettosa. adesso questi luoghi, stanno diventando il ricettacolo del "non riflettere", stanno diventando luoghi delle due parole piu' in voga del momento :"lavorare-consumare", e la loro identita' sociologico-urbana ricca di storia e tradizioni rischia di trasformarsi in una semplice cartolina senza piu' un'anima.la gente che vi vive piu' stabilmente rischia di scivolare incosciamente in un ritmo, in una routine priva di reali interessi e stimoli che facciano pensare con la propria testa e ti facciano avere una presa di coscienza.
crediamo in dio ed andiamo a messa, e siamo a posto con la coscienza. ma dio non ha creato tutto e tutti???.....se riuscissimoa vedere dio,buddha,zeus,allah...chiamatelo un po' come volete, in tutto cio' che ci circona, nella gente diversa, negli alberi, nei sorrisi, nei piccoli gesti, in quell'erbetta che anto ci piace, anche nelle birre che ci scoliamo fatte con il luppolo di dio....be', se riuscissimio a vedere questo dio che tutti cercano e che io tradurrei con AMORE.... allora si si vivrebbe meglio, soprattutto in questi paesini dove ci si conosce tutti...ma purtroppo e' difficile, nessuno ci riesce...o forse solo poco conveniente.
si dovrebbe partire da una rivoluzione culutrale. rabbrividisco e divento triste; rabbrividisco e divento triste perche' appartengo a tutto questo, appartengo a quei vicoli, appartengo alla gente, appartengo all'aria di campagna, appartengo alle feste del paese, mi hanno visto e fatto crescere e non posso non amarle. anzi. il fatto di criticare ed incazzarsi non e' altro che uno sfogo d'amore.
e quello che piu' mi fa male e' pensare di vedere questi splendidi ritratti di storia, sbiadirsi di fronte alla materialita' di oggi di fronte a quella intelligenza fatta solo con la mente, senza tener conto del cuore, di fronte alla pubblica ottusita', di fronte alla "ignoranza colta".
forse nn posso permettermi di dire queste cose per il fatto che spesso scappo dal mio paese, che spesso preferisco non mettere le mani in pasta per paura di sporcarmi. ma sicuramente non e' un comportamento corretto, sicuramente individualista e da un certo punto di vista conveniente. ma non e' facile. non e' facile cambiare la gente. cercare di farla riflettere. sopratutto se non vuole e non e' interessata.
soffro.
vi racconto questa:
nell'antica grecia il passo dall'adolescenza all'eta' matura veniva effettuata con un viaggio.
i ragazzini di una certa eta' affidati ad un saggio maestro, iniziaano un viaggio di alcuni mesi: altre citta' , altri paesi, altri luoghi, altri spazi, altre esperienze, altra gente, altre tradizioni, altri modi di pensare. dopodiche' i ragazzini veniano riaccompagnati al proprio paese. adesso erano in grado di scegliere della loro vita. di scegliere cosa fare e dove andare. un modo magnifico per aprire gli occhi, per quardarsi dentro e conoscersi meglio. un modo che puo' mandarti un po' in confusione ma che sicuramente lascia che sia tu stesso e il tuo pensiero a farti vivere quello che sei.

ecco il mio sfogo.
uno sfogo contro la banalita' e la superficialita', uno sfogo contro il mondo di oggi, e contro il pensiero che la societa' vuole imporci. contro il modello di vita (consumo-ricchezza) che ci lascia sempre piu' privi di sentimenti, di ricordi, di folklorismo, di umanita', di rispetto per la natura, che ci lascia sempre piu' pieni di cose fuori e sempre piu' vuoti dentro.

caro borgo di provincia non non e' tua la colpa. la colpa e' sempre dell'uomo. sempre.
a presto.
marco.

morrovallesi

giovedì 22 novembre 2007

percezioni maya

sono stato in Chiapas a sud del messico, al confine con il Guatemala. Palenque, Bonampak e Yaxchilan; sono stato a trovare i maya, una delle molte civiltà di questo pianeta così affascinanti, che ci hanno lasciato molto, che potevano lasciarci di più se non fosse stato per una serie di motivi...non sto' qui a fare lo storico o il polemico (-info:(eliminate dal vostro cervello il film di mel gibson (di propaganda filo-cattolica) e leggete su libri,internet..)), per cui mi limito a condividere qualche emozione, qualche sensazione...contesti magnifici, all'interno della selva, architetture imponenti ma allo stesso tempo capaci di sprigionarti una sensazione di assoluta armonia nel percorrerle, nell'attraversarle, nell'entrare in contatto con esse...non sono in vena di lunghi racconti, di leggende,di inframodi, di magnifiche storie della vita della civiltà e dei loro dei...anche se ne sarebbe da raccontare...
ho lasciato libero sfogo ai colori, ai contrasti e alle luminosità...alle immagini...che tanto ci piacciono...che tanto sono importanti, sosoprattutto adesso, soprattutto ora, dove sembra che l'immagine sia tutto..ma purtroppo spesso l'immagine inganna...

questa spero di no....




l'ultima cosa... i Maya dissero: preparatevi all'apocalisse nel 2012.....

l'ultimissima: «Il viaggio è il modo migliore per conoscere se stessi» proverbio Maya











domenica 11 novembre 2007

proprio come un albero

..stavo leggendo proprio ora dei casini in Italia nel calcio, colpi che partono per sbaglio...ci si ammazza, guerriglie urbane. quello a cui penso?: la noia. non commento.
Leggetevi il romanzo di Ballard "regno a venire".
“I quartieri residenziali sognano la violenza. Addormentati nelle loro sonnacchiose villette, protetti dai benevoli centri commerciali, aspettano pazienti l’arrivo di incubi che li facciano risvegliare in un mondo più carico di passione….“
volevo raccontarvi di altro.
inondazioni in Tabasco...avrete sentito no??... la natura si ribella.piogge torrenziali...terremoti...calamità di ogni genere. quando accadono questa cose ci si rende conto di quanto siamo piccoli, di come siamo fragili. di come non abbiamo rispetto. Ce lo meritiamo.Te lo meriti uomo contemporaneo.uomo consumista, dipendente dal desiderio di consumare, ricco perchè consumi, ricco in base a quanto produci, ricco in base a quanto spendi, ma di quale ricchezza stiamo parlando???...perchè sembra che ormai cio' che ci riempia, cio' che serva a farci star bene siano solamente oggettini del cazzo...vestitini che più costano e più valgono...cose....ahhh la ricchezza materiale come ci fa star bene...ci rende insensibili, sempre meno solidali, sempre più individualisti...sempre più insoddisfatti.
Finisco, finiamo per perdere il contetto con ciò che veramente conta nella vita (?)...non abbiamo tempo, siamo affannati nelle nostre cose e perdiamo il controllo di noi stessi, non riusciamo più a guardarci dentro. rischiamo di diventare automi pensati, manipolati da sistemi di consumo, da nemici subdoli. Nemici che almeno, in altre epoche si manifestavano più esplicitamente, avevano una faccia, una bandiera, erano più riconoscibili. Adesso no, tutto è mimetizzato, ora il nemico si nasconde dietro "modelli" e stili di vita da seguire, dietro politiche fatte di parole, dietro a governi interessati a tenere alto il livello di paura e le coscienze ingnoranti, dietro all'occidentalismo forzato, ora il nemico è in grado di modellare il suo aspetto, prendere le forme di cio' che lo contiene, spacciandosi per libertà finirà poi per imprigionarti con le sue trappole.
Bene; e dove accade tutto ciò? ormai quasi ovunque. Nei nostri territori occidentali super urbanizzati, nelle grandi città del mondo, dove è concentrato il maggior numero di persone nel madesimo spazio. Nelle città, dove ci si dovrebbe relazionare di più, dove dovrebbe esserci maggiore sensibilità, si percepesce una forte tensione sociale, si alzano barriere, si creano enclaves, zone super-protette per le élites dove tutto è controllato, dove nulla ti puo' accadere.
Sono stato qualche giorno fuori dalla città.in viaggio. Sono stato lassù...sui boschi messicani..per raccontare agli alberi quello che succede nel mondo industrializzato,dove c'è il "benessere" (così si chiama gli ho detto)... per sfogarmi un po' di tutta le merda che ci propinano, che ci raccontano, per svuotatmi di tutte le frottole contemporanee accumulate...lassù a contatto con la natura...sono stato a San Josè del Pacifico a 3000 metri d'altezza e poi sono sceso giù...fino all'oceano, fino a Puerto Escondido....bè uno spettacolo.
via l'orologio dal polso, non dovevate provarmi a chiedermi l'ora, c'era il sole,c'erano le stelle.
Il vento di quei paesaggi, starsene con i cuori in alto, sù, in cima. l'aria non contaminata da monossidi e da merde chimiche, i colori della natura...ascoltare il suo suono, sentirsi come un albero...quella è ricchezza...e non si paga(ah..forse per questo non lo apprezziamo), e noi ce lo stiamo dimenticando.
ho dormito in una stanza umile, ho mangiato con la gente del posto. Sguardi profondi segnati dai posti in cui vivono, sguardi a volte aperti a volte diffidenti, sguardi che parlano dalla semplicità delle cose che circondano questi luoghi, la stessa semplicità che li riempie di calore, di ricchezza (un altro tipo di ricchezza), quella fatta di cose semplici, di natura, fatta di colori, fatta di sorrisi, di condivisione, di cioccolato caldo e quesadillas in una calda e silenziosa baita di montagna dove i telefonini non prendono, dove si puo' apprezzare il suono del vento, le voci pacate della gente, un televisore acceso a basso volume...i soffritti, i fuochi, gli odori che provengono dalla cucina...il sorriso di un bambino non viziato. Una vita che scorre senza troppe ambizioni, senza clamori, senza stravaganze e manie di grandezza o di conquista, cibo sano, aria pulita.
C'è da imparare da questa gente, c'è da imparare dalla natura, c'è da imparare da noi stessi, ma noi stessi quelli "dentro", non quelli "fuori", non quelli fatti di falsi sorrisi, di morlasmi ipocriti, non quelli.
Quando scattavo le foto..cosapevole del fatto che era impossibile rendere l'idea della realtà (per fortuna).. mi sentivo quasi un ladro..mi sentivo come se stessi rubando qualcosa...a volte non sono riuscito a premere quel pulsantino..sono rimasto fermo immobile, a contemplare,ad ammirare, a pensare..non si riesce a realiazzare, non riesci a razionalizzare l'azione dello scatto. tac. non ci si riesce. certe cose si vivono e basta.
dai 3000 metri all'oceano...in un bus sgangherato ma sincero, in una strada insidiosa dall'asfalto precario dove il tempo scorre più lentamente; sceso fino al mare attraverso curve e tornanti, rami spezzati dal vento, dolci ritratti di montagna, di boschi, che poco a poco si sono trasformati in scenografie più morbite di colline e paesaggi marittimi. uno spettacolo.
ce lo abbiamo anche nella nostra cara italia tutto cio'. ma ce ne dimentichiamo. siamo occupati.
A Puerto Escondido stà iniziando la contaminazione turistica... vuoi il film che lo ha reso famoso (almeno in italia)...vuoi che comunque il posto è magnifico e i prezzi sono ancora bassi.... durerà ancora non per molto secondo me.
il groove delll'oceano pacifico è stupendo.. provoca un'empatia straordinaria... il suono è profondissimo...la sua corrente potentissima.
periodo non turistico questo. Americani a far surf, qualche francese, italiani (quelli sempre), che sono scappati dall'italia per qualche arcano motivo ( vuoi un innamoramento messicano, vuoi probemi penali, vuoi non so' provate ad immaginare...) ed hanno aperto un ristorantino...chiara la storia no??
bè. non ci resta che meditare.
un ringraziamento particolare a Brando, venerabile compagno di viaggio.
vi saluto. un abbraccio a tutti.
commentate!!!
lascio parlare qualche immagine...


conservare il controllo di ciò che vediamo
conservare il controllo di ciò che sentiamo
verificare se sotto l'aspetto invitante di un'esca non sia nascosto un amo.

giovedì 1 novembre 2007

..ritratti settimanali....

...la città di sera, proteste degli agricoltori, festa dei morti... mi sembra di stare in italia..
...più o meno...
...puente de los mortos...vado qualche giorno a Oaxaca a sud...nei boschi... a presto!



domenica 28 ottobre 2007

un mese

i giorni scivolano via in fretta...intensi..cosi' ogni tanto prendo il mio tempo e mi piazzo qui, davanti questo laptop, notebook, fedele compagno, computer, scatola maledetta, portatile, lcd, ..chiamatelo come volete,..mi metto in camera, sulle scale, sul divano, in qulache angolo di questa casa, una delle milioni di case di questa città...
...se ne è andato un mese... un mese di vita in una città...non una a caso..una città in cui è concentrata metà di tutta la popolazione italiana...una città che ci sembra così diversa da noi, ma che in realtà se ci spogliamo del nostro superfluo, se ci voltiamo un attimino indietro...ci accorgiamo che ci assomiglia...che l'abbiamo creata noi europei, o meglio l'abbiamo standardizzata con i nosti modelli, con le nostre idee, credi...in molte sfumature, ci accorgiamo come da un certo punto di vista...in qualche modo siamo complici di tutto cio'...
ti ritrovi una città...particolare...infinitamente sorridente e a volte superficiale...ma al tempo stesso percepisci ritratti di volti tristi e profondi di chi ha qualcuno a cui è stato negato qualcosa..

vabbè...lascio parlare le immagini...
...godetevi questo filmatino che ho fatto per ricordarmi questo primo mese...



a presto canaglie!

martedì 23 ottobre 2007

SPECIE DI SPAZI


..viene riproposta a macerata questa volta (salto di qualità), al cine-teatro Italia, la mostra "specie di spazi"... mi raccomando andate a vederla.... fino al 10 novembre!!!


a presto costruttori di pace!!!

domenica 21 ottobre 2007

..per le persone oneste: la torta di riso...FINITA!..

l'altro ieri sono stato CIHAC una sorta di fiera sull'edilizia tipo SAIE.. pieno di materiali, pieno di gente, un sacco di conferenze, un sacco di strafighe negli stand (molte argentine.. qua le modelle sono quasi tutte argentine...con il fatto che in argentina la siuazione non è delle migliori....)
ieri sono stato all'università, poi la sera ad una festa in una casa..ora me ne sto' sul letto con il mio computerino..domani lezioni qui a casa con il prof., chef, cuoco, Brando, 8 ragazze messican vengono per imparare a fare il tiramisu' italiano --quello originale-- (che storia!!)...
e cos'altro...ogni cosa segue il suo corso...le mie ricerche per la tesi proseguono, il mondo gira, il clima è mite, in italia sono le 4 di notte, gli agricoltori sardi si ritrovano senza il loro terreno, i maceratesi si ammazzano perchè non riescono a pagare il mutuo, i messicani invece stanno tranquilli, vengono sottopagati e neppure si incazzano,o per lo meno si incazzano di meno... sono stati da sempre sottomessi....pensate che qui esiste un questa parola "pena ajena"...non ha traduzione in italiano, è praticamente quando ti prende male a te per un'altra persona...(questo deriva sicuramente da moolto lontano)...intanto i divari sociali nelle megalopoli e non solo aumentano sempre di più...mi fermo và.
....e vàààbene... vado a mangiare...
...e intanto penelope tesse la sua tela....

venerdì 19 ottobre 2007

..cronologia essenziale..

..per chiarirsi le idee..
6500-1500 a.C. Primi insediamenti agricoli in Messico.
1200 a.C. - 1500 d.C. Le culture maya, tolteca, zapoteca e azteca fioriscono in Messico, dando origine a grandi città. Numerosissime vestigia di quelle epoche (monumenti, reperti archeologici, codici) sono tuttora esistenti.
1325 La tribù azteca dei Méxica fonda un regno sulle isolette della laguna di Texcoco che ha come capitale Tenochtitlán (nella stessa area dell'odierna Città del Messico)
1519 Lo spagnolo Hernán Cortés sconfigge le truppe mexica e fonda Veracruz, il primo insediamento spagnolo in Messico. (in parole povere: gli spagnoli arrivano iniziano a distruggere tutto...a ammazzare chi non ubbidiva ...ad "evangelizzare" ed a ricostruire città "modello europeo").
1521 Cortés completa la conquista e la distruzione dell’Impero azteco-mexica e si insedia a Tenochtitlán. I territori conquistati prendono in seguito il nome di Nuova Spagna.
1810 Miguel Hidalgo y Costilla, un prete messicano, promuove una rivolta contro gli spagnoli nella speranza di conquistare l’indipendenza del Messico.
1821 27 settembre: Messico e Spagna sottoscrivono il Trattato di Córdoba per l’indipendenza messicana. Tre anni più tardi il Messico si cosituisce in repubblica.
1846-1848 Il Messico perde una guerra contro gli Stati Uniti ed è costretto a cedere una vasta parte del suo territorio (Texas, California, Utah, Colorado, gran parte del New Mexico e dell’Arizona). (chissà perchè questa guerra??___ vizietti americani___)
1854 Si definiscono i principi del movimento della Riforma (Piano di Ayutla, 11 marzo 1854), che segnò la nascita del Messico contemporaneo: i principali ispiratori furono l’indio Benito Juárez e Ignacio Comonfort.
1861 Presidenza di Benito Jarez.
1863 Le truppe francesi occupano Città del Messico. (pure le truppe francesi...) L’anno successivo, i francesi nominano Massimiliano d’Asburgo imperatore del Messico.
1867 I messicani riconquistano il controllo del paese. Fucilato Massimiliano d'Asburgo.
1876-1910 Porfirio Díaz instaura in Messico una durissima dittatura militare.
1910 Francisco I. Madero è a capo della rivolta che toglie il potere al dittatore Porfirio Díaz l’anno successivo (25 maggio 1911). Tra gli eroi della Rivoluzione vi sono Emiliano Zapata e Francisco "Pancho" Villa.
1913 Madero viene assassinato ed esplode la guerra civile. Le truppe di Venustiano Carranza, aiutate dagli Stati Uniti, occupano Città del Messico l’anno successivo.
1917 5 febbraio: il Messico si dà una nuova Costituzione.
1929 Si forma il Partito Rivoluzionario Nazionale, che inizia a dominare la scena politica messicana.
1934 Lázaro Cárdenas, eletto presidente, vara un progetto di modernizzazione che comprende la riforma agraria
1938 Il Messico confisca i giacimenti di petrolio stranieri e nazionalizza l'industria petrolifera. (tutti i distributori sono di un'unica ditta: PEMEX petrolio messicano)
1942-1945 L’economia messicana si espande durante la seconda guerra mondiale per soddisfare le richieste degli Alleati.
1946 Nasce il Partito Rivoluzionario Istituzionale (18 gennaio).
1968 Il governo reprime le proteste studentesche durante i Giochi olimpici di Città del Messico.
1988 Carlos Salinas de Gortari viene eletto presidente.
1994 Messico, Stati Uniti e Canada ratificano l’Accordo di libero scambio dell’America del Nord (NAFTA, gennaio 1994): l'accordo entra in vigore il 1° gennaio.
L’Esercito di Liberazione Nazionale Zapatista (un gruppo di ribelli dello stato meridionale del Chiapas) instaura un vero e proprio “stato di guerra” nei confronti del governo messicano. (il subcomandante Marcos) Costituito per far fronte alle condizioni di miseria in cui vivono le popolazioni del Chiapas, il gruppo conquista due città, prima della dichiarazione del cessate il fuoco; tuttavia, si riaccendono presto le ostilità. In marzo, governo e ribelli annunciano un accordo di pace basato su riforme e aiuti alle popolazioni del Chiapas.
Viene eletto alla presidenza del Messico Ernesto Zedillo Ponce de León.
1995 Gli Stati Uniti forniscono un notevole aiuto finanziario al Messico, in seguito al crollo del valore della moneta nazionale, il peso.
(in parole povere: aiuti finanziari americani in cambio di: ritorsioni in caso di adesione del Messico all'OPEC, e libero commercio il che significava... imprese multinazionali e banche americane in messico.)
1997 Il Partito Rivoluzionario Istituzionale, per la prima volta dopo sessant'anni, perde la maggioranza in Parlamento. In Chiapas la lotta degli zapatisti viene tragicamente repressa: ad Acteal, il 22 dicembre 1997, in un vero e proprio massacro che non ha risparmiato uomini, donne e bambini componenti una popolazione inerme, i componenti di un gruppo paramilitare uccidono 45 persone.
..........2000 Il 2 luglio è eletto Presidente Vicente Fox, ex presidente della Coca-Cola, strettamente legato agli Usa e alla loro politica, ed esponente della destra cattolico-integralista messicana. Dopo decenni di cosiddetta "democrazia a partito unico" [13 elezioni presidenziali filate vinte dal Partito Rivoluzionario Istituzionale... ultimo presidente Ernesto Zedillo] i messicani scelgono una strada diversa. Ma la vittoria di Fox apre davvero un nuovo capitolo nella storia del Messico contemporaneo?
fonte storia

giovedì 18 ottobre 2007

..impressioni1..

1800 chiese, 2100 rifornimenti, 950 scuole, 1150 attrezzature mediche, 230 atrezzature sportive, 95 musei, 3200 succursali bancarie, 7500 minimarket...
ma dove sono finito..?

una giungla.
cioè in questà città ogni giorno entrano ed escono 8 milioni di persone..8 milioni di individui, di teste che si muovono,producono,consumano... è come se tutti gli abitanti austriaci entrassero la mattina in italia e rientrassero a casa la sera.
porca eva..i flussi...e che flussi!! neppure la versione più cazzuta del Vensim riuscirebbe a calcolarli...heheheh
24 milioni...di più forse non so' di abitanti...
..ci sono vie dove puoi trovere di tutto..
ci sono vie tempestate dai invasioni di prodotti americani, centri commerciali, catene alimentari... il tutto dei Gringos (così li chiamano gli americani qui in messico)... e poi ci sono vie con qeui negozzietti, magazzini...dove puoi trovare qualsiesi prodotto...oggi sono stato a fare un giro in centro vicino a bellas artes.. cioè in una via trovi dal più piccolo componente del componente elettrico, in una via ti riparano e vendono praticamente solo i frullatori.. che figata... e poi è un viavai..un sottofondo di canti, urla,odori, moroti, clacson, musica popolare, dance, commerciale...tutto...di tutto..

vabbè...
ah dimenticavo.. il 20 OTTOBRE SI INAUGURA TIPO ALLE 4.30 PM LA MOSTRA "SPECIE DI DI SPAZI"... a Macerata al Cinema Italia...
comunque vi riaggiornerò meglio questi giorni!!

vabbè.... e poi ritornando con la testa ed il corpo..qui dove sono ora..mi vengono in mente i contrasti...quanti contrasti ci sono..i tutti o per lo meno quasi tutti chiaramente generati dalle differenze sociali...
vi lascio un piccolo assaggio..



a prestissimo carnals!